Covid: 794 nuovi contagi e 28 decessi, rapporto positivi-tamponi allo 0,4 per cento

E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute sulla diffusione del coronavirus

covid lazio

Sono 794 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto a ieri quando erano stati 882, per un totale di 4.261.582 dall’inizio dell’epidemia. Sono 28 i decessi, in aumento rispetto ai 21 di ieri. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute sulla diffusione del coronavirus nel nostro Paese. Quanto ai tamponi effettuati, oggi sono 199.238 rispetto ai 188.474 di ieri, con un rapporto positivi-tamponi che scende allo 0,4 per cento, rispetto allo 0,5 per cento di ieri. Il numero degli attualmente positivi è di 47.779, in calo di 1.579 unità rispetto a ieri. I dimessi/guariti sono 2.345, per un totale di 4.086.188 dall’inizio dell’epidemia. Sono 213 le persone ricoverate in terapia intensiva, 16 in meno rispetto a ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono 1.469. A livello territoriale, le Regioni con il maggior numero di contagi sono la Lombardia (143), la Sicilia (115), la Campania (98) e il Lazio (64).



Covid: il monitoraggio settimanale della Cabina di regia Iss-Ministero della Salute

In Italia sono in calo i contagi da Sars-Cov-2 ma aumentano i casi provocati da varianti Delta e Kappa. È quanto emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale della Cabina di regia Iss-Ministero della Salute sulla situazione epidemiologica nel nostro Paese. “Si conferma la diminuzione dell’incidenza, sia sull’intero territorio nazionale che in tutte le Regioni/Ppaa, con valori molto al di sotto della soglia di 50 casi di Covid per 100 mila abitanti ogni sette giorni – si legge nel testo -. L’effettuazione di attività di tracciamento sistematico possono consentire una gestione basata sul contenimento, ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti”.

Anche questa settimana la pressione sui servizi ospedalieri si conferma al di sotto della soglia critica in tutte le regioni e l’indice di trasmissibilità Rt scende ancora: l’ultimo dato è 0,63, mentre la scorsa settimana era 0,69. Nessuna regione, viene fuori dal monitoraggio, “supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è del 3 per cento sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 362 del 22 giugno a 240 del 29 giugno. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (3 per cento). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 2.289 a 1.676”.



Sebbene in assoluto i nuovi casi siano in diminuzione tuttavia, evidenzia il testo, “la proporzione di casi di infezione da virus Sars-CoV-2 causati da varianti delta e kappa è in aumento in Italia. La maggior parte di questi casi è attribuibili a focolai circoscritti riportati in varie parti del paese. Poiché la variante delta sta portando ad un aumento dei casi anche in paesi con alta copertura vaccinale, è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”. É necessario, perciò, “raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione – viene evidenziato – per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità”. Infine, quanto alla circolazione del virus nelle regioni, tutte sono classificate a rischio basso, con uno scenario di tipo uno.

L’incidenza delle varianti

In Italia al 22 giugno scorso la prevalenza della cosiddetta variante Alfa (B.1.1.7) di Covid era del 57,8 per cento, in calo rispetto all’88,1 per cento del 18 maggio, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 16,7 per cento e il 100 per cento. Alla stessa data, la variante cosiddetta Gamma (P.1) aveva una prevalenza pari a 11,8 per cento (con un range tra 0 e 37,5 per cento, mentre nella precedente survay era al 7,3 per cento). La cosiddetta variante Delta (B.1.167.2) aveva una prevalenza pari al 22,7 per cento ed è stata identificata in 16 Regioni/Pa, con un range tra lo 0 e il 70,6 per cento. La stima – si legge in una nota – viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. L’indagine integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione. La cosiddetta variante Kappa, ad esempio, uno dei sottotipi di B.1.617 (B.1.617.1), non è stata trovata nella flash survey, ma diversi casi sono stati segnalati sulla piattaforma integrata che invece raccoglie le analisi giorno per giorno. “La crescita della prevalenza della variante Delta è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione – afferma il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro -. E’ fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche ieri dall’Ema, questo garantisce la migliore protezione”.

Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/Ppaa in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e, se possibile, per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/Ppaa e complessivamente 113 laboratori e sono stati sequenziati 772 campioni, la quasi totalità di quelli eleggibili per la survey nella giornata scelta. Le principali riflessioni emerse sono: nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante. Mentre la variante del Covid Alfa (B.1.1.7), se pur ancora predominante, vede diminuita la sua stima di prevalenza a livello nazionale, dall’indagine si evince che la variante del Covid Gamma (P.1 e suoi sottolignaggi) ha una prevalenza in leggero aumento rispetto alla precedente indagine e che la variante Delta (B.1.167.2) è in aumento. Rispetto a questo dato bisogna però considerare che la prevalenza potrebbe essere sovrastimata a causa della presenza di numerosi focolai (che vengono identificati e quindi indagati in maniera più estesa) nelle varie Regioni/Ppaa italiane; nell’attuale scenario europeo e nazionale, caratterizzato dalla circolazione di diverse varianti, è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti di Sars-CoV-2 ed in particolare di quelle a maggiore trasmissibilità o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria e infine per di contenerne ed attenuarne l’impatto, è importante mantenere l’incidenza a valori che permettano il sistematico tracciamento della maggior parte dei casi positivi e il sequenziamento massivo di Sars-CoV-2 per individuare precocemente e controllare l’evoluzione di varianti genetiche nel nostro Paese.

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