Covid: Rt nazionale a 0,89
Nessuna Regione italiana è a rischio alto

E' quanto si apprende della cabina di regia per il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute

covid green pass

Sale lievemente l’indice di contagio del coronavirus in Italia che questa settimana arriva a 0,89. E’ quanto si apprende della cabina di regia per il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute. La scorsa settimana l’indice Rt era a 0,85.



Con il nuovo monitoraggio dell’Iss-ministero della Salute sull’emergenza Covid-19, da lunedì la maggior parte dell’Italia dovrebbe restare in area gialla con nessuna zona rossa. In base ai dati saranno decise le nuove ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza. La Valle d’Aosta — unica regione collocata nella fascia più a rischio — potrebbe colorarsi di arancione sulla base degli ultimi dati che vedono un’incidenza di 187 nuovi casi positivi su 100 mila abitanti, ben lontano dalla soglia dei 250 che hanno fatto scattare la zona rossa.

Sperano di tornare in giallo la Puglia, insieme con Basilicata, Calabria e forse la Sicilia. Per la Sardegna dovrebbe essere confermata un’altra settimana in zona arancione, come prevede l’ultima ordinanza del ministro della Salute, ma continua a chiedere di tornare in giallo già da lunedì 10 maggio. Il Veneto invece, con un Rt a 0,95 è ad un passo dalla fascia arancione.



Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio da Covid alto secondo il Dm del 30 aprile 2020 per seconda settimana consecutiva. È quanto emerge – secondo quanto si apprende – dal monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Iss sull’andamento dell’epidemia. Sei Regioni hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 15 Regioni che hanno una classificazione di rischio basso. Una Regione (Molise) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l’uno. Tutte le Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno.

Scende da 8 a 5 il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica nel periodo di riferimento 26/4/2021-2/5/2021. E’ quanto emerge dalla bozza del monitoraggio elaborato dall’Istituto superiore di Sanità. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la critica (27 per cento), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27/04/2021) a 2.423 (04/05/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29 per cento). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 20.312 (27/04/2021) a 18.176 (04/05/2021).

Nella settimana di riferimento dal 26 aprile al 2 maggio si osserva una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (24.397 vs 27.561 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (38,6 per cento vs 38,3 per cento la scorsa settimana). Scende, invece, la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38,3 per cento vs 38,7 per cento). Infine, il 23,1 per cento è stato diagnosticato attraverso attività di screening.

Si registra un calo nell’incidenza settimanale dei contagi da Covid (127 per 100.000 abitanti nel periodo 26/04/2021-02/05/2021) rispetto ai 146 per 100.000 abitanti (della settimana 19/04/2021-25/04/2021). È quanto emerge – secondo quanto si apprende – dal monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Iss sull’andamento dell’epidemia. Sebbene la campagna vaccinale progredisca sempre più velocemente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi. Di conseguenza, secondo gli esperti, è necessario continuare a ridurre il numero di casi anche attraverso le misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale e proseguire la campagna vaccinale per raggiungere rapidamente elevate coperture nella popolazione.

La ormai prevalente circolazione in Italia della variante B.1.1.7 (nota come variante inglese) e la presenza di altre varianti che possono eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede di continuare a mantenere particolare cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia di Covid”.

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