Super green pass: via libera dal Consiglio
dei ministri al nuovo decreto

Le nuove norme saranno in vigore dal 6 dicembre al 15 gennaio

governo legge di bilancio

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto per il rafforzamento delle misure di contrasto al Covid con il super green pass. Le nuove norme sul “green pass rafforzato” saranno in vigore dal prossimo 6 dicembre al 15 gennaio. Nel dettaglio, il “green pass base” sarà obbligatorio anche per alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale. Al contrario, l’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di “green pass rafforzato”. Inoltre, ulteriori limitazioni della zona arancione saranno valide solo per chi non possiede il “green pass rafforzato”. Il decreto non prevede nessuna novità per quel che riguarda i test diagnostici per il Covid-19: restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi.



Secondo quanto si apprende al termine della cabina di regia, resta confermato il sistema a colori per indicare il grado di rischio per le varie regioni. Con l’introduzione del “super green pass” già dalla zona bianca, però, le restrizioni previste in zona gialla ed arancione rimarranno in vigore solo per i non vaccinati o guariti. Scongiurate dunque le chiusure degli esercizi commerciali ed i luoghi ricreativi, che resteranno interdetti solo a chi non in possesso del nuovo certificato. Non ci sono ancora certezze su quando entrerà in vigore. Secondo quanto si apprende, in un primo momento era stata individuata la data di lunedì 29 ma da diverse parti sarebbe arrivata la richiesta di posticipare per consentire di adeguarsi alle nuove indicazioni. Possibile dunque lo slittamento di una settimana anche alla luce del confronto con i rappresentanti degli enti locali nel corso della riunione cui hanno preso parte Upi, Anci e Conferenza delle Regioni. Alla cabina con il presidente Mario Draghi erano presenti i capi delegazione dei partiti di maggioranza, oltre al coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, ed il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. Dovrebbe, inoltre, essere introdotto l’obbligo di mascherine all’aperto dalla zona gialla in poi per tutti, vaccinati e non. Verrà poi introdotto l’obbligo di vaccino per i componenti del comparto difesa, sicurezza e istruzione. L’obbligo, secondo quanto si apprende al termine della riunione della cabina di regia, dovrebbe entrare in vigore dal 15 dicembre. Anche dopo il via libera di Ema ed Aifa alla somministrazione non ci sarà l’obbligo di vaccino per i soggetti sotto i 12 anni. Questo l’orientamento dell’esecutivo. Allo stesso modo non dovrebbe essere previsto l’obbligo di certificato verde per la stessa fascia di età.

L’orientamento del governo del presidente Draghi è chiaro: fare tutto quanto necessario per evitare una chiusura generalizzata e per tenere l’economia aperta. Proprio di economia aperta ha parlato ieri il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta secondo cui “significa qualificare la nostra vita, perché i lockdown non sono vita. Dobbiamo aumentare ancora la propensione alla vaccinazione nel nostro Paese. E gli altri prendano esempio da noi, ci seguano” ha spiegato. I presidenti delle Regioni condividono la linea del super green pass. Antonio Mazzeo, governatore della Regione Toscana, ha dichiarato: “Condivido totalmente l’ipotesi di un super green pass, stringere sul green pass è il modo gentile per chiedere a tutti di vaccinarsi. Credo che queste misure importanti, da mettere in campo subito, siano l’ultimo step che abbiamo a disposizione. Se poi la gentilezza non basta, penso che a un certo punto sia necessario rendere obbligatoria la vaccinazione. In gioco c’è la salute di tutti noi, la vita di tante persone che grazie al vaccino oggi possono essere ancora insieme a noi”. Il ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, riguardo proprio alla possibilità di lanciare il super green pass ha spiegato che “la situazione sta continuamente cambiando di settimana in settimana e credo a breve ci saranno altre decisioni. Il Consiglio dei ministri recepirà e valuterà le proposte arrivate dal confronto con le Regioni”. Il super green pass sarà in vigore anche nelle zone bianche, ha dichiarato Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute. “Tutte le attività resteranno aperte, ma è chiaro che saranno precluse ai non vaccinati”, ha sottolineato. Sileri ha dichiarato che il super green pass “rappresenta un valore aggiunto per la zona arancione, perché evitare le chiusure. L’unica differenza che ci sarà tra la zona bianca gialla-arancione sarà l’utilizzo della mascherina all’aperto”, ha detto. “Non credo arriveremo all’obbligo generalizzato del vaccino, al momento non ce n’è bisogno. La dose booster, che arriverà a riguardare tutte le fasce d’età, è una possibilità che viene offerta alla popolazione. Per la categorie che hanno già l’obbligo anche la terza dose dovrebbe essere obbligatoria”, ha concluso Sileri.



Per il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini “ad oggi le misure prese dal governo hanno consentito al Paese di rimanere aperto. Abbiamo, grazie agli italiani, l’84 per cento di persone vaccinate con due dosi e l’87 per cento che ha ricevuto almeno una dose: questa è la nostra garanzia. Abbiamo, inoltre, preso decisioni importanti, come l’introduzione del green pass – ha continuato l’esponente dell’esecutivo -, che ha suscitato alcune critiche, ma che oggi, invece, viene copiato da altri Paesi europei”. Anche secondo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, la certificazione verde “è l’unico strumento che abbiamo per mettere in sicurezza le comunità: stiamo vivendo una recrudescenza molto forte della pandemia, e sta ora ai tecnici capire la strada giusta”.

“Sicuramente prima di far salire nuovamente le morti dobbiamo prendere altri provvedimenti. Tra i no-vax c’è di tutto: chi ha paura, chi è ignorante e chi secondo me è da Tso. Quindi dobbiamo avere un approccio sempre di persuasione. Non dobbiamo dimenticarci che sono dei privilegiati: loro possono andare a lavoro, a scuola, a divertirsi perché noi ci siamo vaccinati” ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Il fatto che noi ci siamo vaccinati da’ loro la libertà, che loro tanto sbandierano, ma che è l’opposto della verità: la libertà è data dal vaccino”, ha spiegato Zingaretti.

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