Covid: dati in miglioramento, l’Italia tra i Paesi con la più bassa circolazione del virus

Rezza: "Situazione positiva, c’è un decongestionamento dei servizi sanitari"

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L’Italia si sta schiarendo con due sole Regioni più rosse: il nostro è uno dei Paesi con la circolazione del Covid più contenuta. E’ quanto ha affermato il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa sull’andamento epidemiologico nel Paese specificando che a livello europeo “la circolazione sta lentamente scendendo anche se ci sono Paesi con un trend in crescita: si tratta di una fase di transizione”. Brusaferro ha anche sottolineato “prevediamo che anche nei prossimi giorni ci sarà una circolazione del virus stabile o in lieve diminuzione”.



Il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha annunciato che “c’è un decongestionamento dei servizi sanitari” e che i dati di questa settimana “sono confortanti perché diminuisce l’incidenza e il valore Rt è sotto la quota di 1”. La situazione in questo momento è positiva, ha chiarito.

La riduzione della diffusione “è particolarmente significativa nelle fasce più giovani della popolazione” ha detto Brusaferro spiegando che “l’età mediana di chi contrae l’infezione è in leggera ricrescita e siamo a circa 38 anni, mentre per l’ospedalizzazione ed i decessi il dato resta stabile”. Per quanto riguarda il dato sull’incidenza dei contagi “rimane in calo”. Le persone vaccinate con ciclo completo “sono molto protette rispetto ai ricoveri e rispetto al decesso, sono dati confortanti”, ha aggiunto.



Per quanto concerne la campagna vaccinale, sono 3.424.070 gli italiani ultracinquantenni ancora in attesa di prima dose o di dose unica di vaccino. E’ quanto emerge dal report settimanale del commissario straordinario all’emergenza Covid-19, generale Francesco Figliulo. Nel dettaglio si tratta di 248.509 over 80 (il 5,45 per cento), 527.132 nella fascia 70-79 anni (8,76 per cento), 947.294 nella fascia 60-69 anni (12,54 per cento) e 1.701.135 nella fascia 50-59 anni (17,63 per cento).  Il 61,9 per cento dei giovani appartenente alla fascia 16-19 anni e il 34,33 per cento della fascia 12-15 anni ha completato il ciclo vaccinale. Mentre 5,89 per cento del personale scolastico (ovvero 90.976) non ha ancora ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid-19.

“Facendo un confronto con l’anno scorso la situazione era simile con un aumento dei contagi nel periodo estivo a cui è seguito un calo dell’incidenza con un periodo di stabilizzazione” ha spiegato il direttore della prevenzione del ministero della Salute ma quest’anno abbiamo “due variabili nuove, una positiva ed una negativa, ovvero la presenza dei vaccini e la presenza di nuove varianti del virus”, ha aggiunto. Rezza ha chiesto di “stare attenti perché si riaprono le attività, come la scuola, ma siamo in presenza di una variante più trasmissibile”.

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