Covid: martedì incontro governo-Regioni,
poi cabina di regia, giovedì il Cdm

Questi gli incontri previsti per rafforzare le misure ed evitare la temuta quarta ondata di Covid

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Il governo, dopo il pressing dei governatori, incontrerà le Regioni martedì per poi riunire la cabina di regia mercoledì in vista del Consiglio dei ministri di giovedì. Questi – secondo quanto riferito da fonti di governo ad “Agenzia Nova” – gli incontri previsti in settimana dall’esecutivo di Mario Draghi per rafforzare le misure di contenimento ed evitare la temuta quarta ondata di Covid. Il governo dovrà in primis decidere sull’estensione dell’obbligo di terza dose ai sanitari e la riduzione a 5 mesi del green pass sulla base delle indicazioni che fornirà il Cts. E’ probabile che il governo si confronti anche sul cosiddetto “super green pass” che dovrebbe arrivare a dicembre, come annunciato dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Ma sulla questione – come confermano le fonti – non ci sarà una decisione nell’immediato.



Con l’avvicinarsi delle festività natalizie non ci sarà soltanto l’aspetto della salute da tutelare, ma anche l’economia. La possibilità di una chiusura è da scongiurare con tutte le azioni possibili. Ne è convinto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa che ha annunciato “con le Regioni inizieremo questa settimana un percorso, un confronto per arrivare a una soluzione condivisa su come gestire la situazione”. “Con loro avevamo già stabilito i parametri. La mia posizione è che non è giusto far pagare il prezzo delle restrizioni a chi si è già vaccinato”, ha spiegato. “Secondo me è giusta una distinzione per dare anche un riconoscimento ai vaccinati”, ha sottolineato Costa.

Anche secondo il presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, tre settimane fa “ho sottolineato il rischio che assembramenti senza mascherina e con persone attaccate che magari urlavano rischiavano di propagare il virus, in più abbiamo la vicinanza con altri territori come la Slovenia e l’Austria dove il virus circola forte e i vaccini sono molti bassi”. “Nelle settimane successive – ha aggiunto – abbiamo visto un aumento dei contagi, non nelle ospedalizzazioni come l’anno scorso perché i vaccini hanno funzionato e stanno funzionando rispetto all’ospedalizzazione, ma non possiamo pensare di guardare in prospettiva da una parte con il rischio che gli ospedali si riempiano e dall’altro il rischio che le attività chiudano”, ha spiegato. “Su questo abbiamo chiesto un incontro al governo”, ha ribadito Fedriga.



Dobbiamo fare nuove iniziative” valutando “l’obbligo della terza dose” per alcune categorie mentre aspettiamo “le indicazione del Cts sull’anticipazione a 5 mesi della terza dose” ha detto ancora Costa precisando che “c’è il tema su come affrontare la situazione se dovesse peggiorare la situazione, se alcune regioni dovessero passare ad altre colorazioni”, ha spiegato. “Nell’immediato dobbiamo monitorare con grande attenzione la situazione e i dati epidemiologici, ma fortunatamente la situazione in Italia è diversa rispetto a tanti altri Paesi perché c’è stata una grandissima adesione degli italiani alla vaccinazione.”, ha sottolineato.

E’ ormai noto che il tasso di decesso nei non vaccinati (65 per 100 mila) è circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro sei mesi (7 per 100 mila) e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi (11 100 mila). Il dato è emerso dal Report esteso di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (Iss), a completamento del monitoraggio settimanale.

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