Covid: Friuli e Veneto verso la zona gialla. Costa: “No allarmismi, Natale tranquillo”

In alcune Regioni lieve risalita dei contagi ma il sottosegretario alla Salute frena

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“Credo che il Friuli-Venezia Giulia andrà in zona gialla, un’area le cui misure non mi preoccupano perché ancora molto contenute”. Lo ha detto il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga, commentando l’aumento dei contagi Covid nella sua regione. “Mi preoccupa la tappa successiva, il passaggio alla zona arancione che sarebbe drammatico per l’economia, è una cosa che non possiamo permetterci”, ha aggiunto. “Dalla zona arancione in su credo che il prezzo delle chiusure non le possano pagare i vaccinati”, ha ribadito Fedriga.



Per quanto riguarda il Veneto, invece, è il presidente Luca Zaia a lanciare l’allarme in conferenza stampa: “C’è preoccupazione nel gestire questo incremento di contagi lento e inesorabile e probabilmente passeremo anche in arancione e rossa se non si fermerà”.

“Io ho speranza che questo incremento si fermi – ha aggiunto -. Fortunatamente abbiamo però le vaccinazioni”. “Davanti a mille contagiati – ha spiegato Zaia – non abbiamo ospedali pieni proprio perché abbiamo il vaccino. E’ stata fatta una proiezione: in una situazione come questa, senza vaccini, ci sarebbero 1.600 persone ricoverate”. L’occupazione ospedaliera invece “è ancora gestibile con 381 ricoverati ma comincia a farsi sentire con oltre 400 persone in terapia intensiva tra pazienti Covid e non Covid”, ha però precisato.



Intanto, in vista delle festività natalizie, Andrea Costa, sottosegretario alla Salute ha spiegato, “non dobbiamo veicolare dei messaggi di allarme o di troppa preoccupazione, gli italiani si sono in gran parte vaccinati, negli ospedali la situazione è sotto controllo, dobbiamo guardare le prossime settimane con fiducia nella consapevolezza che non siamo certo usciti ancora dalla pandemia. Abbiamo bisogno di una grande unità istituzionale e politica”. Sul green pass ha aggiunto che i criteri “come tutti sanno sono tre, quindi è previsto l’ottenimento anche del certificato verde con il tampone: questo è quello che da oggi ci differenzia dalla scelta che ha fatto l’Austria. Su questo tema, ad oggi, non c’è la volontà di una modifica anche perché qualora ci dovessero essere delle situazioni che ci indurrebbero a restringere o a prolungarle, io sono per valutare l’estensione dell’obbligo per alcune categorie”.

Mentre a proposito del prolungamento dello stato d’emergenza ha chiarito che “è una decisione che prenderemo a ridosso della scadenza. E’ chiaro che io ritengo che lo stato d’emergenza sia uno strumento utile che ci permette di gestire la situazione in modo più agile, è più un aspetto organizzativo che altro. Credo che ai cittadini interessi di più e siano maggiormente toccati dalle misure restrittive che ci auguriamo tutti possano allentarsi con il passare delle settimane se la situazione migliorerà”. “Ripeto, la questione dello stato d’emergenza è una questione gestionale che ci permette di procede rapidamente con la vaccinazione, quindi io credo che tutto sommato un prolungamento dello stato d’emergenza possa essere utile per gestire una fase ancora delicata della pandemia”, ha aggiunto Costa.

“Negli ultimi giorni c’è stato, seppur non con numeri importanti, un incremento delle prime dosi. Oggi siamo arrivati all’87 per cento, un numero importante – ha aggiunto l’esponente dell’esecutivo -, ci sarebbe bisogno di incrementare ulteriormente questa percentuale per arrivare al 90 per cento, una quota che ci permetterebbe una gestione migliore della pandemia. Confidiamo che anche i dati che vengono dagli altri paesi europei, possano servire come sensibilizzazione verso quei cittadini che non si sono ancora vaccinati”. Costa ha proseguito: “Mi sembra chiaro che le evidenze scientifiche oggi dicono che chi non si è vaccinato ha molte più probabilità di essere infettato, di finire in ospedale e addirittura in terapia intensiva. Mi sembra che con il passare dei giorni dall’estero, ma anche dal nostro Paese, arrivano continuamente dati a sostegno di quanto sia utile la vaccinazione e spero che possano servire a far comprendere che il vaccino è l’unica strada per uscire dalla pandemia”.

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