Covid: 81 per cento dei campioni è positivo alla variante Omicron

Il ministro della Salute Speranza ha firmato l'ordinanza che porterà la Campania in giallo e la Valle d'Aosta in arancione

covid omicron delta

In Italia il 3 gennaio scorso la variante Omicron era predominante, con una prevalenza stimata all’81 per cento, con una variabilità regionale tra il 33 e il 100 per cento, mentre la Delta era al 19 per cento del campione esaminato. Sono questi i risultati definitivi dell’indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province Autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/Ppaa in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e, se possibile, per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine tutte le Regioni/Ppaa e complessivamente 120 laboratori regionali e il Laboratorio di Sanità Militare e sono stati sequenziati 2632 campioni.



Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56 (range 1,24 – 1,8), in ulteriore aumento rispetto all’1,43 della settimana precedente e ben al di sopra della soglia epidemica. E’ quanto emerge dal report dell’Istituto superiore di sanità (Iss), con i dati del monitoraggio della cabina di regia sull’epidemia di Covid-19. É in leggera diminuzione invece l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,2 (1,18-1,22) al 4 gennaio 2022 rispetto Rt = 1,3 (1,27-1,32) al 28 dicembre 2021. Anche l’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 1.988 ogni 100.000 abitanti (07-13 gennaio) rispetto 1.669 ogni 100.000 abitanti (31 dicembre 2021 – 06 gennaio 2021), dati flusso ministero Salute.

Sono 13 le Regioni classificate a rischio alto, di cui 3 a causa dell’impossibilità di valutazione, mentre 8 risultano classificate a rischio moderato (secondo il dm del 30 aprile 2020). Tra queste, cinque Regioni/Provincie autonome sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Quasi tutte le Regioni autonome riportano almeno una singola allerta di resilienza. Dieci riportano molteplici allerte di resilienza.



Sulla base della rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 13 gennaio, il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 17,5 per cento rispetto al 15,4 per cento della settimana precedente. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 27,1 per cento rispetto al precedente 21,6 per cento. Raddoppia il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (649.489 rispetto 309.903 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in forte diminuzione (13 per cento rispetto al 16 per cento la scorsa settimana). È in diminuzione anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48 per cento rispetto al 50 per cento) ed aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (39 per cento rispetto al 34 per cento).

Alla luce del flusso dei dati del monitoraggio Iss, ministero della Salute e Regioni, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza che porterà la Campania in giallo e la Valle d’Aosta in arancione.

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