Covid: l’Italia si difende bene, curva più contenuta rispetto al resto d’Europa

L'indice Rt è in aumento a 1,21, sono 20 le Regioni considerate a rischio moderato

La curva epidemiologica in Italia “è in crescita, anche se in maniera più contenuta rispetto ad altri Paesi”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in un videomessaggio inviato alla consueta conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale sul Covid-19 della cabina di regia. Brusaferro ha precisato che anche questa settimana “l’Europa è divisa in due”. L’aumento della circolazione del coronavirus “si concentra nella fascia d’età 30-39 e 40-49, significativa” è la possibilità di contagiarsi nella “quota di popolazione non vaccinata” colpita e le “fasce più giovani per cui ancora non è stata raccomandata la vaccinazione”, ha aggiunto.



La proiezione dell’incidenza è a “1,11 ma rimane sopra la soglia epidemica”, tuttavia indica che “i casi sono destinati a crescere” ha detto ancora il professor Brusaferro. Nell’ultimo periodo la copertura vaccinale è stata “abbastanza stabile”, ma “crescono terze dosi” ha detto ancora. La platea a maggior rischio infezione e complicanze resta quella di coloro che non hanno fatto “neanche una dose”, si tratta di “milioni di cittadini che è importante inizino la copertura immunitaria”, ha aggiunto. E’ “importante aderire” alla campagna vaccinale “man mano che passano i 6 mesi dalla seconda dose” per effettuare “il booster o terza dose” ha sottolineato.

“La situazione epidemiologica nel nostro Paese questa settimana tende a peggiorare. L’incidenza di casi di Covid-19 si fissa intorno a 78 per 100 mila. Per quanto riguarda l’Rt, siano anche in aumento, ad 1,21. Il tasso di occupazione di posti di terapia intensiva e di area medica è rispettivamente al 4,4 ed al 6,1 per cento, quindi ben al di sotto della soglia critica” ha detto Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione ministero della Salute, nel consueto video a supporto dei dati del monitoraggio delle Regioni della Cabina di regia. “Quindi, la situazione epidemiologica è in rapida evoluzione – ha spiegato Rezza -, l’incidenza tende ad aumentare anche se non quanto quella di altri Paesi europei, ma i vaccini ci stanno proteggendo da forme più gravi di malattia. Per questo motivo, è bene continuare la campagna di vaccinazione anche con la terza dose, per le categorie a cui è stata raccomandata, e continuare a mantenere dei comportamenti prudenti”.



Indice Rt e incidenza

L’indice Rt e l’incidenza settimanale, a livello nazionale, continuano ad aumentare. Nel periodo 20 ottobre – 2 novembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,21 (range 1,08 – 1,31), in aumento rispetto alla settimana precedente e stabilmente al di sopra della soglia epidemica.

Salgono ricoveri in terapia intensiva e area medica

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 4,4 per cento (rilevazione giornaliera ministero della Salute all’11 novembre) rispetto il 4,0 per cento (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 04/11). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 6,1 per cento (rilevazione giornaliera ministero della Salute all’11 novembre) rispetto il 5,3 per cento al 28/10.

Venti le Regioni a rischio Covid moderato

Nell’ultima settimana 20 regioni risultano classificate a rischio moderato, con una che è ad alta probabilità di progressione a rischio alto secondo il dm del 20 aprile 2020. Undici regioni riportano un’allerta di resilienza, mentre nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 rispetto 8.326 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34 per cento rispetto 35 per cento la settimana). E’ in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48 per cento rispetto 47 per cento). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18 per cento rispetto 18 per cento).

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