Crisi di governo in Slovacchia dopo l’approvazione dell’acquisto dello Sputnik V

Le dimissioni di diversi ministri mettono pressione sul premier Matovic

slovacchia

Ad appena un anno dalla sua formazione, l’esperienza del governo slovacco guidato da Igor Matovic sembra giunta al capolinea, salvo nuovi ripensamenti da parte delle formazioni che compongono la maggioranza. Con le dimissioni di diversi importanti esponenti del suo esecutivo, il premier Matovic è chiamato a prendere una decisione definitiva in merito alla crisi politica creatasi nelle ultime settimane. L’ultimo a lasciare l’esecutivo in ordine di tempo è stato questa mattina il ministro degli Esteri Ivan Korcok, che ha annunciato l’intenzione di dimettersi dall’incarico mentre si trova a Bruxelles per la riunione con i colleghi della Nato. Sempre in mattinata, poco prima del capo della diplomazia slovacca, ha presentato le dimissioni il ministro dell’Istruzione Branislav Grohling, mentre nella giornata di ieri sono arrivate quelle già annunciate di Richard Sulik, ministro dell’Economia e leader del partito Libertà e solidarietà (Sas), e della ministra della Giustizia Maria Kolikova, esponente di Za ludi.



La decisione di lasciare il governo da parte di queste figure rientra nel complicato dialogo con Matovic, mediato da altre figure istituzionale e dalla presidente Zuzana Caputova, al fine di risolvere l’impasse ormai evidente nei palazzi di potere di Bratislava. Quella che sembrava nascere come una crisi limitata alla figura del ministro della Salute, Marek Krajci, e alla sua scelta di approvare l’acquisto da parte della Slovacchia il vaccino russo Sputnik V contro il Covid-19, si è ormai trasformata in uno scontro aperto fra i partiti che compongono l’esecutivo di Matovic. Il rimpasto di governo chiesto nelle scorse settimane da Sas e Za ludi ha portato a tensioni molto forti con Gente comune e personalità indipendenti (Olano), formazione che fa capo allo stesso premier slovacco. Krajci è stato difeso dai suoi compagni di partito di Olano, che hanno inizialmente fatto quadrato intorno al ministro della Salute, salvo poi arrendersi alle richieste delle altre forze di governo.

Per porre fine a questa situazione, domenica scorsa Matovic ha aperto alla possibilità di dimettersi, a patto però che facessero lo stesso anche altri membri dell’esecutivo, in aggiunta al vicepresidente del Parlamento, Juraj Seliga, e alla guida della commissione parlamentare Sanità, Jana Bitto Ciganova. Matovic ha chiesto inoltre che i dicasteri vengano suddivisi tra i quattro partiti della coalizione strettamente in base all’esito delle passate elezioni parlamentari, il che vuol dire che Sas dovrebbe cederne uno a Olano. Nel frattempo i rappresentanti di Libertà e giustizia hanno deciso di lasciare le loro posizioni all’interno dell’esecutivo e di dare un ultimatum a Matovic, che teoricamente scadrà questa sera. A cercare di trovare una possibile soluzione alla crisi nella maggioranza è stata la presidente slovacca Zuzana Caputova. Il capo dello Stato ha messo in evidenza come alla coalizione serva raggiungere un accordo, non porre condizioni reciprocamente esclusive. “Mi aspettavo informazioni su un accordo” raggiunto delle quattro formazioni che compongono la coalizione, invece di “nuove condizioni” avanzate dal premier e a cui subordinare le sue dimissioni, ha detto Caputova in un intervento pubblico dei giorni scorsi. La crisi dell’esecutivo slovacco giunge in un momento difficile per il Paese, fra la pandemia di coronavirus, la campagna vaccinale in corso e la necessità di riaprire quanto prima le attività e far ripartire tutti i settori dell’economia.



Verkonika Remisova, attualmente vicepremier e leader di Za ludi, ha spiegato che l’accordo che tiene in piedi la coalizione di governo “si basa sull’intesa fra Matovic e Sulik”. Per questo motivo, Remisova ha chiesto ai due di trovare quanto prima una soluzione. La coalizione quadripartita resta la più funzionale per la stabilità del Paese, ha aggiunto la vicepremier, secondo cui allungare la crisi “sarebbe una scommessa per la Slovacchia”. Dal canto suo, il partito Za ludi “ha fatto il possibile per sistemare le cose, ma non ha più margini di manovra”. I negoziati non sono falliti, e Sulik e Matovic “riusciranno a muoversi dalle loro posizioni, superando il proprio ego e trovando finalmente un accordo”. L’attuale dinamica di instabilità istituzionale rischia del resto di avere altre ricadute sull’interesse nazionale: anche la nomina del nuovo direttore dei Servizi di informazione slovacchi (Sis) potrà avvenire solo quando la crisi di governo sarà conclusa, come ha rilevato il ministro della Difesa, Jaroslav Nad. Tale posizione è condivisa all’interno dell’esecutivo, che però dovrà trovare quanto prima un’intesa se vorrà procedere alla sostituzione formale dell’ex direttore dell’intelligence Vladimir Pcolinsky, destituito dall’incarico la scorsa settimana dopo essere stato arrestato l’11 marzo dall’Agenzia nazionale anticrimine (Naka) per sospetta corruzione.

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