Crisi migratoria, la vicepresidente di Ceuta: “Situazione insostenibile, siamo sopraffatti”

E' l'allarme lanciato da Mabel Deu in un'intervista al quotidiano "El Pais"

La situazione a Ceuta, città autonoma spagnola in Nord Africa, a circa una settimana dalla crisi migratoria è ancora “insostenibile” e siamo “sopraffatti“. È l’allarme lanciato dalla vicepresidente di Ceuta, Mabel Deu, in un’intervista al quotidiano “El Pais”, evidenziando che ci sono ancora quasi 300 minori in un magazzino della zona industriale della città, mentre altri 500 sono stati trasferiti in campi di emergenza disperati per potersi ricongiungere con i genitori.



“Abbiamo offerto le risorse che avevamo e abbiamo anche chiesto altri spazi come le caserme o la vecchia prigione o negli spazi ancora vuoti della nuova”, ha affermato Deu, ricordando che molte delle infrastrutture presenti sul territorio appartengono al ministero della Difesa spagnolo. “La gente di Ceuta si è sentita sola dal primo momento, perché vedere migliaia di cittadini in poche ore radere al suolo un territorio, ti fa sentire la solitudine, l’impotenza, il dolore e il dramma”, ha spiegato la vicepresidente di Ceuta che si è detta “preoccupata” per la situazione di tensione che si è creata con il Marocco. “Molti minori e, in particolare, i giovani, non vogliono davvero tornare indietro perché vogliono stare in Spagna, ma non a Ceuta”, ha spiegato Deu. Tra il 16 e 17 maggio scorso oltre 8 mila immigrati irregolari sono giunti a Ceuta a nuoto o a piedi dal Marocco superando la frontiera di Tarajal e Benzú a Ceuta, provocando la più grave crisi migratoria per la Spagna degli ultimi decenni.

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