Crolla la lira turca dopo l’espulsione dei dieci ambasciatori occidentali

La valuta nazionale è cambiata a più di 9,80 lire per un dollaro

turchia

La lira turca ha nuovamente toccato il minimo storico questa mattina all’aperture delle quotazioni, dopo la decisione del presidente Recep Tayyip Erdogan di espellere dieci diplomatici occidentali, tra cui l’ambasciatore degli Stati Uniti, per aver richiesto la liberazione dell’imprenditore Osman Kavala. La valuta nazionale è cambiata a più di 9,80 lire per un dollaro. La lira turca, che aveva già vissuto una settimana nera segnata dall’inserimento di Ankara nella “lista grigia” del Gafi (Financial Action Task Force) per le sue carenze nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, ha perso 24 per cento del suo valore rispetto al dollaro dall’inizio dell’anno.



Lo scorso 23 ottobre, il presidente turco Erdogan ha ordinato al ministero degli Esteri di dichiarare “persona non grata” i dieci ambasciatori che hanno richiesto la scarcerazione dell’imprenditore Osman Kavala, in carcere dal 2017. Il 18 ottobre le ambasciate di Canada, Francia, Finlandia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti hanno chiesto il rilascio dell’imprenditore turco Osman Kavala, in carcere da quattro anni per il suo presunto ruolo nelle proteste di Gezi Park del 2013. “Oggi sono quattro anni dall’inizio della detenzione in corso di Osman Kavala. I continui ritardi nel suo processo, anche fondendo diversi casi e creandone di nuovi dopo una precedente assoluzione, gettano un’ombra sul rispetto della democrazia, dello stato di diritto e della trasparenza nel sistema giudiziario turco”, hanno affermato nella dichiarazione congiunta i rappresentanti dei dieci Paesi. “Insieme, le ambasciate di Canada, Francia, Finlandia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti ritengono che una soluzione giusta e rapida al suo caso debba essere in linea con gli obblighi internazionali e nazionali delle leggi turche”, hanno aggiunto i rappresentanti diplomatici. “Prendendo atto delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) in materia, chiediamo alla Turchia di garantire il suo rilascio urgente”, hanno affermato.

La Cedu ha chiesto il rilascio di Kavala nel dicembre 2019, considerando la sua detenzione in carcere un tentativo per farlo tacere. La richiesta di rilascio dell’imprenditore turco era stata estesa lo scorso febbraio dagli Stati Uniti. Kavala e altre otto persone sono accusati di aver organizzato le proteste di Gezi Park nel 2013, ma sono stati assolti da tutte le accuse nel febbraio 2020. Tuttavia, una corte d’appello ha ribaltato la sentenza a gennaio scorso. Un tribunale ha recentemente stabilito che rimarrà in carcere fino all’udienza fissata per il 26 novembre per determinare se sarà rilasciato o meno. Kavala è anche accusato di coinvolgimento nel fallito tentativo di colpo di Stato del 2016. Queste accuse sono state combinate con il caso delle proteste di Gezi Park a febbraio.



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