Cuba: attesa nuova giornata di “manifestazioni pacifiche” contro il governo

Le proteste, che gli organizzatori intendono svolgere nel perimetro costituzionale, saranno per lo più proibite dal governo

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È attesa per oggi a Cuba la nuova giornata di “mobilitazioni pacifiche” indetta dalla piattaforma Archipielago per chiedere la liberazione dei “prigionieri politici” e la soluzione delle differenze “per via democratica”. Un appuntamento che cade nel giorno in cui l’Avana dispone la riapertura delle frontiere a lungo chiuse per arginare la diffusione del nuovo coronavirus e il rientro degli studenti a scuola. Le manifestazioni, che gli organizzatori intendono svolgere nel perimetro consentito dalla Costituzione, saranno per lo più proibite dal governo, che parla di azioni ordite dai centri di potere negli Stati Uniti, e finalizzate a sovvertire l’ordine nazionale. Nel fine settimana si sono susseguiti diversi episodi destinati ad aumentare l’attenzione sulla giornata, a partire da una denuncia di Yunior Garcia Aguilera, uno dei nomi più in vista della rete Archipielago.



L’uomo, un autore teatrale, ha parlato – nel corso della sua “prima” diretta su facebook – della volontà di scendere in strada, da solo, e marcando in direzione del lungomare dell’Avana con solo una rosa bianca, simbolo della sua protesta contro le restrizioni del governo. Una iniziativa che “ovviamente non viola nessun diritto”, ma che “a quanto pare” non sono “disposti a permettere. Da stamattina all’alba la mia casa è assediata, l’edificio è circondato da agenti di sicurezza dello stato, in abiti borghesi, facendosi passare per cittadini comuni, come fanno sempre”; ha detto Garcia Aguilera. “Ci sono macchine in tutta la strada e hanno appena allontanato con colpi e grida alcuni giornalisti”. Convinto a non uscire di casa, l’attivista si è quindi messo dinanzi alla finestra impugnando la rosa. Poco dopo però, come testimoniano alcune immagini comparse in rete, una bandiera cubana ha coperto la finestra oscurando la protesta.

Nel pomeriggio, era stato il presidente Miguel Diaz-Canel ad accendere i riflettori sull’iniziativa, partecipando a un sit-in “anti imperialista” nei pressi del Gran Teatro capitolino. Un’azione cui hanno partecipato “esponenti di organizzazioni e leader della società civile” con indosso un fazzoletto rosso, simbolo che – opponendosi alla rosa bianca – esprime il “disaccordo con le pratiche della guerra non convenzionale portata avanti contro capace a Cuba”, si legge in un messaggio pubblicato su Twitter. Per il presidente si tratta di una “strategia imperiale per cercare di distruggere la Rivoluzione. Siamo tranquilli, attenti, ma anche preparati e pronti a difendere la Rivoluzione, e affrontare qualsiasi azione interventista”. L’Avana è tornata a denunciare la mano degli Usa in una “provocazione” con la quale, ha scritto il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez, “si vuole mandare a monte l’avvio della nuova normalità, dopo lunghi mesi di pandemia”.



Inoltre il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha convocato l’incaricato d’affari di Cuba, Julio Cesar Sanchez Martinez, per chiedere spiegazioni sulla revoca degli accrediti stampa a cinque giornalisti cubani dell’agenzia stampa spagnola “Efe”. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche spagnole, l’ambasciata di Madrid sta lavorando con le autorità cubane nel tentativo di far reintegrare i giornalisti dell’agenzia ai quali è stata revocato l’accesso stampa, precisando che i funzionari de L’Avana non hanno fornito alcuna spiegazione in merito a tale decisione. Gli accrediti sono stati revocati in totale a tre giornalisti, ad un fotografo e ad un cameramen. La Federazione delle associazioni dei giornalisti spagnoli ha denunciato la revoca degli accrediti come una misura che è “una chiara violazione delle norme internazionali sulla libertà di stampa” e ha esortato il governo cubano a riconsiderarla.

Inizialmente la giornata si sarebbe dovuta svolgere il 20 novembre, data che però è stata decretata “Giorno della difesa nazionale”, preceduta da due giornate di esercitazioni militari. Gli appelli lanciati da Archipielago, rete nata ad agosto e attiva nei mesi di restrizioni sanitarie soprattutto su internet, sono in favore di iniziative pacifiche, da svolgersi nel rispetto dei diritti di riunione, associazione e manifestazione disciplinati dall’articolo 56 della Costituzione. Coscienti della presenza di forze di sicurezza, gli organizzatori hanno diffuso una serie di raccomandazioni utili a non violare la legge: dall’evitare assembramenti al non intralciare il traffico, dal non gridare slogan di nessun tipo al non rispondere per nessuna ragione a possibili aggressioni o provocazioni. A tutti viene chiesto di sfilare con fazzoletto bianco e, alle 16 ore locali, di fare un collettivo applauso per la libertà.

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