Green pass obbligatorio, Orlando sui tamponi: “Calmierazione sì, gratuità no”

Alla vigilia dell'entrata in vigore, occhi puntati su porti e sui trasporti

porti

Il Green pass diventa obbligatorio sul lavoro in Italia domani, 15 ottobre, per dipendenti pubblici e privati. Alla vigilia dell’entrata in vigore, occhi puntati su porti e sui trasporti, per le conseguenze che la giornata di domani potrebbe avere sull’attività ordinaria. Domani è attesa una riunione del Consiglio dei ministri per l’approvazione del decreto fiscale e di nuove misure su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, come dichiarato oggi dai leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Entro domani deve essere inoltre inviato a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio (Dpb). Sui tamponi “ho sempre detto calmierazione sì, gratuità no”. Lo ha spiegato Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, a margine di un evento elettorale con il candidato al Campidoglio Roberto Gualtieri. “Credo che debba restare questo principio, perché penso che ci dobbiamo preoccupare dei dubbi di alcuni, ma anche della tutela della salute dei molti che si sono vaccinati”, ha aggiunto. Posticipare l’utilizzo del green pass sui luoghi di lavoro “significa solo rallentare una battaglia che dobbiamo vincere il prima possibile” ha detto ancora il ministro specificando che quello di domani, “credo che sarà un passaggio non semplice. Siamo davanti a una dimensione dell’utilizzo dello strumento” del green pass “significativa, quindi sicuramente l’avvio sarà complicato. Era nell’ordine delle cose che questo avvenisse”. E’ un prezzo “che dobbiamo pagare per spingere nella direzione giusta il Paese: la vaccinazione da un lato, la sconfitta del virus dell’altro”, ha detto.



Il tampone gratuito “non crediamo sia la soluzione giusta, il governo ha scelto il vaccino per uscire da questa pandemia. Invitiamo coloro che non si sono vaccinati a farlo. Significa mettere al sicuro la propria vita e quella degli altri e permettere al Paese di tornare alla normalità” ha detto oggi il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. “Se oggi il nostro Paese è a questo punto – ha proseguito – dobbiamo dire un grande grazie agli oltre 43 milioni di concittadini che si sono vaccinati. La gratuità dei tamponi significherebbe far pagare ai cittadini che si sono vaccinati questo costo e credo che questo non sia giusto né rispettoso nei loro confronti”. Come ci si pone in una situazione del quella dei portuali di Trieste? “Bisogna approcciarlo con la verità. Il problema del green pass è di chi non si è vaccinato, dobbiamo comprendere le paure delle persone non condannarle. Quando è stata sempre utilizzata in modo strumentale la costante delegittimazione per interesse elettorale, poi in situazioni come queste una parte dei cittadini non si fida più delle istituzioni. In questo senso, tutti dobbiamo porci una riflessione, dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione”.

“Lo Stato mette a disposizione il vaccino, utilizzato da 43 milioni di italiani. Chi dice ‘no’ al green pass sta facendo un ricatto, chi blocca porti fa un ricatto, non so come definirlo in altro modo” ha detto la viceministra delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Teresa Bellanova. “La circolare sui tamponi gratis non c’è, non so come sia venuta fuori, so che c’è un’altra comunicazione sul tema. Lo Stato – ha aggiunto – non deve piegarsi ai ricatti da qualunque parte vengano, oggi vengono da estremisti”.



Sugli autotrasportatori “il problema è grave perché ci sono moltissimi lavoratori dell’est che non sono vaccinati oppure sono vaccinati con lo Sputnik che non è riconosciuto. Tutta questa parte sul trasporto andava gestita in maniera totalmente diversa” ha detto Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto, parlando dei possibili disagi. “Per tutto il comparto, non solo per gli stranieri, secondo me potrebbe essere una soluzione una moratoria di una settimana per capire meglio come organizzarsi e gestire la situazione. Però direi no ad un passo indietro generalizzato perché vorrebbe dire la sconfitta della decisione del governo”, ha però sottolineato. Sulla minaccia di blocco dei porti per protesta contro il green pass, Merlo ha aggiunto: “Mi pare che la dialettica sia chiusa. Nel momento in cui gli operatori portuali di Trieste si sono offerti di pagare i tamponi e neanche questa proposta è stata accettata dai lavoratori, mi sembra che sia una posizione di ricatto perché a senso unico, non c’è una trattativa. La situazione, che secondo me non è generalizzata in tutti i porti d’Italia, rischia di radicalizzarsi e di far male solo al Porto di Trieste che stava riuscendo a rilanciarsi”. Il presidente di Federlogistica-Conftrasporto si augura “che dopo il blocco inevitabile che ci sarà domani poi questa cosa rientri, per il bene di tutti. La rivolta riguarda alcune centinaia di lavoratori che domani impediranno a tutti di entrare e uscire dal porto, ma non si tratta solo di lavoratori, sappiamo che il movimento no green pass a Trieste è molto forte. Sarebbe grave se il blocco avvenisse ad oltranza perché potrebbe generare tensione tra i lavoratori che vorrebbero andare a lavorare e quelli che glielo impediranno”, ha concluso.

In mattinata il premier e il ministro del Lavoro Orlando hanno incontrato i leader di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. “Abbiamo segnalato al governo che è il momento di andare su una strada che introduca un abbassamento molto forte del costo del tampone e che si potenzi il credito d’imposta che permette alle imprese su tutte le spese di sanificazione di affrontare questa questione”. Queste le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dopo l’incontro a Palazzo Chigi. “Sarebbe molto importante che le imprese tutte, e non solo qualcuna come sta succedendo, assumessero l’onere del pagamento del tampone per tutti i lavoratori”, ha concluso il segretario generale della Cgil. Durante l’incontro “è stato affrontato anche il tema della proroga della Cig e del blocco dei licenziamenti che scadono il 31 ottobre per alcuni settori. Dentro al decreto che dovrà andare domani in Cdm hanno confermato e accolto la nostra richiesta di rifinanziare altre 13 settimane di Cassa Covid fino alla fine dell’anno”, ha dichiarato Landini.

“È stato un incontro positivo per i contenuti quello che abbiamo avuto stamani con il premier Draghi e il governo. Importante anche perché alla vigilia della manifestazione di sabato a San Giovanni”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Nel “decreto fiscale entreranno prime misure importanti su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, ha spiegato, come il potenziamento del ruolo e degli organici dell’Ispettorato nazionale del lavoro e una banca dati informatica unica. E’ poi previsto un giro di vite contro il lavoro nero che prevede “la sospensione dell’attività economica e lavorativa” per le aziende “in presenza di lavoratori irregolari o violazioni delle norme sulla salute e la sicurezze nei luoghi di lavoro”, ha aggiunto. “Abbiamo chiesto al governo sul tema del green pass di valutare la necessità e l’opportunità di ridurre ulteriormente i costi dei tamponi e di sostenere impresa e lavoro sul tema della tutela della salute e della sicurezza”, ha dichiarato Sbarra. Il premier “ci ha assicurato che nelle prossime ore il governo deciderà anche sulle eventuali iniziative in questo senso”, ha aggiunto.

Oggi dal presidente “abbiamo ribadito che i tamponi sono strumenti per la sicurezza: il costo non può essere a carico dei lavoratori. Molte aziende già stanno portando avanti accordi per offrire gratuitamente i tamponi” ha detto a “Un Giorno da pecora” su a Rai Radio1, il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri. “Noi vogliamo la gratuità dei tamponi, ma serve equilibrio e ragionevolezza. Le condizioni attuali di stabilità sono possibili grazie a tutte le persone vaccinate”, ha aggiunto ancora. “Oggi siamo stati 40 minuti da Draghi. L’incontro non era organizzato, ci hanno chiamato ieri. Abbiamo chiesto una dilazione temporale del green pass a Draghi ma la risposta è stata no, nell’incontro di oggi siamo stati più sui temi della sicurezza sul lavoro. Il governo continua ad avere una certa rigidità perché sono certi che sia la strada giusta per arrivare al 90 per cento dei vaccinati” ha precisato ancora aggiungendo “credo che stiano pensando di lavorare sulla riduzione del costo dei tamponi, credo ci stiano lavorando”.

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