Da Giappone e Vietnam comune condanna delle attività marittime cinesi

Suga e Chinh hanno espresso la preoccupazione dei rispettivi Paesi

mar cinese meridionale

Il primo ministro del Giappone, Yoshihide Suga, e il suo omologo del Vietnam, Pham Minh Chinh, hanno riaffermato la comune opposizione alle azioni coercitive della Cina nei mari Cinese Orientale e Meridionale, durante un colloquio telefonico intercorso ieri, 17 maggio.



Il colloquio – il primo tra i due leader dopo l’elezione di Chinh, il mese scorso – si è protratto per circa 30 minuti; Suga e Chinh hanno espresso la preoccupazione dei rispettivi Paesi per la norma approvata dalla Cina il mese scorso, che ha fatto della Guardia costiera di quel Paese una forza paramilitare autorizzata all’uso della forza contro imbarcazioni terze in acque contese.

Intendiamo rafforzare i legami (tra Giappone e Vietnam) per realizzare un Indo-Pacifico libero e aperto”, ha dichiarato Suga secondo il resoconto del colloquio fornito dal ministero degli Esteri del Giappone. I due Paesi celebreranno nel 2023 il 50mo anniversario delle relazioni diplomatiche.



Il colloquio di ieri, richiesto dal Vietnam, si è concentrato anche sui possibili ambiti di cooperazione in settori quali infrastrutture ed energia, ambiente e digitale.

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