Ddl Zan: Renzi rilancia la mediazione, Salvini chiede al Pd il testo condiviso entro domani

Prosegue lo scontro sul disegno di legge Zan tra le forze di governo

Ddl Zan

Prosegue lo scontro sul disegno di legge Zan tra le forze di governo. Il Partito democratico e il Movimento cinque stelle hanno infatti definito “irricevibili” le proposte di modifiche al ddl contro l’omotransfobia presentate da Italia viva la cui posizione oggi è stata ribadita dal leader Matteo Renzi. La politica è “portare a casa i risultati e quindi pensateci bene voi che sputate sentenze, minacce e insulti, noi stiamo cercando di salvarla quella legge”, ha spiegato Renzi nel corso di una diretta su Facebook. “Se si andrà alla conta sullo Zan sarà una partita molto difficile”, ha avvertito per poi rilanciare la sua mediazione e quindi l’accordo sul provvedimento a firma Ivan Scalfarotto. “Domani – ha aggiunto – sarò in Aula a dire che sono per votare sul provvedimento, ma da politico devo avere il coraggio di dire che sento puzza di bruciato”, ha aggiunto per poi spiegare che su questi temi “si può andare a scrutinio segreto” e quindi “me lo vedo Calderoli fare milioni di emendamenti” per arrivare allo scrutinio segreto con il quale “rischiamo di andare sotto” e la legge Zan “è morta, dunque con la Zan si rischia, con la Scalfarotto si passa”. Renzi ha chiesto di trovare “un compromesso serio e buono che dia garanzie, oppure si va alla conta e vada come deve andare. Quando si fa politica bisogna usare il buon senso”.



Domani infatti sarà una giornata decisiva per il provvedimento con un primo doppio round a Palazzo Madama. In mattinata toccherà ai capigruppo trovare un accordo sul testo fermo da settimane in commissione Giustizia. Nel pomeriggio è invece previsto il voto in Aula per calendarizzare la norma, probabilmente il 13 luglio. I tempi dunque stringono. Il leader della Lega Matteo Salvini ha lanciato un ultimo appello a tutti i partiti: “Accogliamo l’invito della Santa Sede, troviamoci entro domani e condividiamo insieme un testo che aumenti le pene per chi discrimina o aggredisce due ragazzi o due ragazze che si amano, la libertà di amare è sacra“. Per il segretario del Carroccio “se dal ddl Zan togliamo l’ideologia, il coinvolgimento dei bambini e l’attacco alla libertà di pensiero, intervenendo sugli articoli 1, 4 e 7, finalmente si smette di litigare e si approva una norma di protezione e civiltà. Se il Pd invece – ha prosegueto Salvini – rifiuterà ascolto e dialogo, invocati anche da tante associazioni e movimenti di gay, lesbiche e femministe, si assumerà la responsabilità di affossare questa legge. A me non interessa litigare, io lavoro per risolvere i problemi e proteggere gli italiani”, ha spiegato.

Sul tema è intervenuta anche Lia Quartapelle, esponente della segreteria del Pd, che ha spiegato: “I voti di Iv sono sufficienti per approvare o affossare il Ddl Zan al Senato, che Iv ha già votato alla Camera. Mi sembra che la questione stia tutta qui”. Alla proposta di compromesso di Renzi ha risposto anche Beppe Provenzano, vicesegretario dem: “Mancherebbero i voti al Senato? Se lui votasse in modo coerente no. Vuol tradire il suo voto alla Camera”. Sul provvedimento il M5s ribadisce la sua compattezza. “Il Movimento cinque stelle ha sempre dato prova di grande determinazione e lealtà. Il M5s ha una parola sola e nessuno può permettersi di insinuare dubbi sulla nostra compattezza o, peggio, preparare colpi bassi per il giorno della votazione in Aula del Senato – ha precisato il capogruppo del Movimento cinque stelle al Senato, Ettore Licheri -. Il disegno di legge Zan è nato alla Camera anche grazie al lavoro del Movimento cinque stelle, che aveva una sua proposta integralmente confluita nel testo approvato e frutto di un’accurata mediazione che abbiamo condotto con senso di equilibrio. Siamo sempre stati i difensori di tutti diritti e lo saremo soprattutto ora – ha concluso Licheri – che Italia viva pensa di giocare di tattica sulla pelle dei più fragili”.



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