Della Vedova a Nova: “Ucraina e Afghanistan temi centrali della ministeriale Osce”

Le dichiarazioni rese a margine della riunione a Stoccolma a conclusione della presidenza di turno svedese

Le tensioni nell’Ucraina orientale e la situazione in Afghanistan sono stati i due temi centrali della riunione ministeriale Esteri dell’Osce oggi a Stoccolma. Lo ha spiegato il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, parlando ad “Agenzia Nova” a margine della riunione ministeriale Osce a Stoccolma a conclusione della presidenza di turno svedese. “Oltre alle questioni più interne all’organizzazione dell’Osce, i temi sono stati quelli relativi alla crisi ucraina, ma soprattutto io credo sia stata importante la parte della discussione durante il pranzo dei capi delegazioni sul tema dell’Afghanistan, rispetto al quale l’Osce può svolgere un ruolo coinvolgendo in una dimensione regionale gli ‘Stan’ che fanno parte dell’Osce e che sono confinanti, in alcuni casi direttamente, con l’Afghanistan e che quindi possono svolgere un ruolo importante”, ha affermato Della Vedova.



Rispondendo poi ad una domanda sulla crisi umanitaria al confine tra Bielorussia e Polonia, il sottosegretario agli Esteri ha ricordato che entrambi i Paesi sono membri dell’Osce. “Credo che su questa crisi si siano sommate due volontà politiche: quella di Lukashenko (il leader bielorusso, Aleksandr) di introdurre elementi di destabilizzazione e di frattura all’interno dell’Unione europea, e quella del governo polacco di ribadire una volta di più la sua durezza nel contrasto all’immigrazione. Ne hanno fatto le spese poche migliaia di persone, di migranti che sono finiti in mezzo incolpevolmente a questo gioco politico che li ha portati a condizioni difficilmente etichettabili come umane”, ha dichiarato Della Vedova.

Commentando l’incontro avvenuto a Stoccolma tra il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il sottosegretario ha evidenziato che, “al di là delle dichiarazioni pubbliche è importante che ci sia stato questo incontro”. Secondo quanto spiegato, il bilaterale è anche la ragione per cui né Blinken né Lavrov sono nella foto di famiglia della ministeriale Osce a Stoccolma, in quanto il loro colloquio si è protratto oltre il previsto. “E’ importante che ci sia stato questo incontro qui all’Osce”, ha rimarcato Della Vedova chiarendo che “è evidente che la soluzione” alla crisi ucraina “non può e non deve essere una soluzione militare”. “L’Italia ha ribadito, ed io stesso sono stato a Kiev a fine agosto, la posizione che riconosce il diritto ucraino all’integrità territoriale sulla Crimea e sul Donbass”, ha affermato il sottosegretario agli Esteri, il quale ha indicato che il ruolo fondamentale dell’Osce “è quello di fornire una piattaforma di dialogo” anche se questo non ha impedito gli scontri tra Armenia e Azerbaigian e tantomeno tra Ucraina e Russia. “Il punto è che un tentativo di arrivare ad una soluzione negoziale è doveroso e noi continuiamo a non considerare, naturalmente, quella militare come una soluzione”, ha concluso Della Vedova secondo cui “questo deve essere chiaro anche ai russi per quel che riguarda l’est dell’Ucraina”.



Il sottosegretario agli Esteri ha avuto oggi a Stoccolma incontri con la segretaria generale dell’Osce, Helga Schmid, e con il direttore dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odhir), Matteo Mecacci. “L’Italia sostiene l’Odhir e la dimensione umana, terza dimensione dell’Osce, e ritiene particolarmente prezioso il lavoro degli osservatori nell’ambito delle missioni elettorali”, ha dichiarato Della Vedova secondo cui questo è stato il tema centrale del colloquio con Mecacci. Secondo il sottosegretario, un aspetto essenziale di questo lavoro è legato alla “capacità dell’Odihr, a parte il caso russo più recente, di essere considerato un osservatore obiettivo nei contesti elettorali”. E questo, ha concluso, “serve a fare progressi nella dimensione democratica, cioè di cambiamento dei governi conseguenti alla volontà popolare espressa durante le elezioni”.

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