Deputata somala: “L’intelligence ha distrutto prove su omicidio agente Tahlil”

Mohamed ritiene che ai pubblici ministeri del tribunale militare sia stato impedito l'accesso ai locali della Nisa

ikran tahlil

La deputata somala Amina Mohamed ha accusato l’Agenzia nazionale di intelligence (Nisa) di aver distrutto delle prove necessarie ad accertare le responsabilità nell’omicidio dell’agente Ikran Tahlil, uccisa in circostanze non ancora chiarite a giugno di quest’anno, rendendo di fatto impossibile avviare le indagini. Come riferito da “Garowe online”, Mohamed ha sostenuto che ai pubblici ministeri del tribunale militare che è stato incaricato del caso dal primo ministro Mohammed Hussein Roble è stato impedito l’accesso ai locali della Nisa, dove avrebbero dovuto analizzare documenti ed interrogare alcune persone. Secondo “Garowe”, inoltre la Nisa ha dichiarato di aver cancellato parte di una registrazione video, un documento che avrebbe potuto contribuire ad aprire una pista. Il mese scorso la notizia dell’uccisione dell’agente ha scatenato un duro scontro di potere tra il presidente uscente Mohammed Abdullahi Farmajo e il primo ministro Roble, avviato quando quest’ultimo ha licenziato lo storico capo della Nisa, Fahad Yasin, considerato un alleato chiave di Farmajo e vicino alle autorità del Qatar, sul quale pesa il sospetto di essere implicato nella scomparsa dell’agente.



Dopo essersi opposto alla rimozione di Yasin, definendola illegale, Farmajo ha successivamente annunciato in prima persona le dimissioni del capo della Nisa, e la sua nomina – da parte della presidenza – a consigliere della sicurezza nazionale. Lo scontro si è ripetuto con il licenziamento da parte di Roble del ministro della Sicurezza, Hassan Hundubey, altro alleato di Farmajo, nominando al suo posto il fedelissimo Abdullahi Mohamed Nur. Anche in questo caso Farmajo ha prontamente contestato la decisione, definendo la mossa illegale dal momento che “qualsiasi modifica ministeriale che violi il giusto processo della Costituzione provvisoria somala è nulla”. La tensione fra i sostenitori dell’una e dell’altra autorità è finita per esplodere in scontri tra militari dell’esercito somalo fedeli al presidente e quelli fedeli al premier: colpi di arma da fuoco sono stati scambiati nei pressi del quartier generale della Nisa, a Mogadiscio, facendo temere che la situazione potesse sfuggire di mano come avvenuto a maggio scorso in reazione alla revoca della proroga del mandato di Farmajo decisa dal parlamento.

La guerra fredda tra Farmajo e Roble è proseguita ancora senza esclusione di colpi. Il primo ministro ha ordinato di recente che nessun prelievo di fondi possa essere effettuato dalla Banca centrale senza la sua approvazione, incluse le assegnazioni di Diritti speciali di prelievo (Fmi) del Fondo monetario internazionale (Fmi). La misura, disposta con una lettera inviata lo scorso 9 settembre al ministero delle Finanze e resa pubblica oggi da “Garowe online”, è l’ultima spallata del premier al presidente uscente Mohammed Abdullahi “Farmajo”. Messo alle strette dalle opposizioni dopo mesi di colloqui infruttuosi tra la presidenza e gli Stati membri federati sull’organizzazione delle elezioni e dalla decisione della Camera del popolo (la Camera bassa del parlamento federale) di revocare la proroga del suo mandato, a maggio Farmajo ha ufficialmente attribuito a Roble un ruolo guida nell’organizzazione delle elezioni, con poteri della sicurezza e gestione del processo elettorale che nei mesi a venire sono andate prendendo forma più completa, facendolo intravedere quasi come un leader parallelo.



La disputa tra Roble e Farmajo ha sollevato timori che il processo elettorale in Somalia possa subire ulteriori battute d’arresto, ma Roble ha assicurato che la disputa non influenzerà i piani per le elezioni generali, a lungo ritardate. “Ci impegniamo a tenere le elezioni come previsto e altre questioni esistenti non avranno alcun effetto sulle elezioni”, ha detto Roble a una delegazione delle Nazioni Unite in visita a Mogadiscio e guidata dalla vice segretaria generale Amina Mohammed. Nel corso della sua visita, Mohamed ha incontrato sia Roble che Farmajo e li ha esortati a evitare qualsiasi mossa che “potrebbe portare alla violenza e ritardare ulteriormente le elezioni o minarne la credibilità”. Il Paese terrà le elezioni parlamentari tra l’1 ottobre e il 25 novembre, dopo una serie di rinvii dovuti alle divergenze tra Farmajo e alcuni Stati regionali circa alcune questioni riguardanti il processo elettorale. Le elezioni presidenziali sono invece al momento fissate al prossimo 10 ottobre.

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