Di Maio in Mali: “Qui per accordi in vista della missione Takuba”

Il ministro è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Dritto e rovescio”

Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha affermato che nel corso della sua missione in Mali, dal quale è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Dritto e rovescio” su “Retequattro”, saranno stipulati accordi in vista della missione anti-terrorismo denominata Takuba “che aiuterà il popolo del Mali a combattere l’Isis con 100 soldati”, ha spiegato il titolare della Farnesina. “Da paesi come Mali e Niger passano le rotte dell’immigrazione e qui il rischio terrorismo è enorme”, ha aggiunto. “Aiutiamo i giovani maliani a restare qui senza emigrare. Se fermiamo i flussi migratori, non ci ritroveremo in estate con i flussi che abbiamo visto. Questi accordi sono fondamentali per aiutare un Paese dove l’età media è di 16 anni aiutando questi ragazzi a non partire”, ha aggiunto il ministro.



Di Maio sul dossier Libia

Di Maio, nel corso del suo intervento, ha parlato anche di Libia,  sottolineando che il Paese, dopo l’insediamento del governo di Abdulhamid Dabaiba, ha bisogno del sostegno delle imprese italiane per gli investimenti e i lavori necessari alla ricostruzione del Paese, martoriato da quasi un decennio di guerra civile. “Adesso abbiamo un governo unitario, che sta dicendo all’Italia che la Libia ha i soldi dei proventi del petrolio ma vuole le imprese italiane per costruire autostrade, aeroporti e investire”, ha spiegato il titolare della Farnesina. “Negli ultimi 15 giorni – ha aggiunto – sono stato tre volte in Libia”.

Coordinamento con Draghi per crisi diplomatica con Turchia

Di Maio ha assicurato che nelle prossime ore sentirà il presidente del Consiglio, Mario Draghi, per decidere come affrontare la crisi diplomatica in corso con la Turchia che ha chiamato per consultazioni l’ambasciatore d’Italia ad Ankara Massimo Gaiani. “In queste ore sentirò Mario Draghi e coordineremo le iniziative che si devono intraprendere, non anticipo niente”, ha detto il titolare della Farnesina. In merito a quanto avvenuto lo scorso 6 aprile in Turchia con la mancata organizzazione di un posto adeguato alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen costretta a sedersi su un divano invece che al fianco del capo dello Stato turco Recep Tayyip Erdogan e del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, Di Maio ha dichiarato: “Ritengo che si tratti prima ancora di protocollo di un minimo di galanteria”



Intanto, il ministero degli Esteri di Ankara ha convocato l’ambasciatore d’Italia Massimo Gaiani per chiarimenti, dopo che il premier Draghi ha definito il presidente turco Recep Tayyip Erdogan “dittatore”, commentando in tono critico il recente incidente di protocollo avvenuto lo scorso 6 aprile. “Non condivido il comportamento del presidente turco nei confronti della presidente della Commissione europea e credo non sia stato appropriato”, ha dichiarato Draghi. “Mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione subita dalla presidente von der Leyen”, ha aggiunto il premier italiano. “Con questi dittatori, di cui però si ha bisogno per collaborare, bisogna essere franchi per affermare la propria posizione ma anche pronti a cooperare per gli interessi del proprio Paese, bisogna trovare l’equilibrio giusto”, ha affermato Draghi.

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