Di Maio in visita in Mali, previsti incontri con le autorità locali di Bamako

Al centro dei colloqui del ministro degli Esteri italiano la collaborazione in materia migratoria e di sicurezza

Il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria e di sicurezza sarà al centro dei colloqui che il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, avrà oggi e domani nel corso della visita di due giorni a Bamako, capitale del Mali. L’agenda del ministro, secondo quanto riferisce la Farnesina in una nota, prevede nella giornata odierna incontri con il primo ministro Moctar Ouane, il ministro degli Esteri Zeini Moulaye e il ministro dei Maliani all’estero e dell’integrazione africana Alhamdou Ag Ilyene. Domani, 9 aprile, Di Maio incontrerà il presidente della transizione, Bah N’Daw, e il vicepresidente Assimi Goita. Partner strategico dell’Italia su molti dossier prioritari come la Libia, la gestione dei flussi migratori e la stabilità del Sahel, la missione in Mali si colloca nel quadro della priorità che tutta l’Africa riveste per il nostro Paese, come dimostrato anche dall’attenzione speciale che sarà dedicata al continente africano dalla presidenza italiana del G20.

La visita di Di Maio giunge in un momento estremamente delicato per la regione del Sahel, teatro di una recrudescenza jihadista senza precedenti che – specie nella cosiddetta “zona dei tre confini” fra Mali, Niger e Burkina Faso – l’ha trasformata nel nuovo epicentro del terrorismo jihadista internazionale. In virtù della sua importanza geostrategica a cavallo tra l’Africa sub-sahariana e l’area euro-mediterranea, il Sahel è diventata da tempo una priorità per l’Italia, come dichiarato la scorsa settimana dallo stesso ministro Di Maio in occasione dell’audizione alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato sulle linee programmatiche del ministero degli Esteri. “Dal 2017 abbiamo potenziato la nostra presenza diplomatica, con l’apertura di ambasciate in Niger e Burkina Faso, cui seguiranno entro l’anno Mali e, immediatamente dopo, Ciad. Dal 2018 è attiva la missione bilaterale di formazione in Niger e contribuiamo a tutte le missioni Ue e Onu nell’area. Dal 2020, partecipiamo alla Coalizione per il Sahel, dove stiamo dispiegando il nostro primo contingente nella Task Force Takuba per la lotta al terrorismo. L’Italia è anche un partner tradizionale dei Paesi della regione sul piano dell’assistenza umanitaria, dello sviluppo sostenibile e della gestione del fenomeno migratorio”, ha sottolineato Di Maio in quel frangente.

La visita di Di Maio in Mali cade peraltro a una settimana da quella effettuata dalla ministra della Difesa francese, Florence Parly, che in quell’occasione ha confermato l’avvio della “piena capacità operativa” della task force Takuba, lanciata nel gennaio 2020 dal presidente francese Emmanuel Macron con l’obiettivo di addestrare le forze locali e controllare il territorio per il contrasto ai fenomeni di terrorismo, traffico illecito e insorgenza, e che prevede l’invio di 200 militari italiani. La partecipazione italiana, approvata dal parlamento nel giugno scorso, si articolerà su assetti elicotteristici per il trasporto e l’evacuazione medica e unità di addestratori in accompagnamento alle forze locali che opereranno di concerto ai contingenti degli altri partner internazionali e della Forza congiunta dei G5 Sahel (Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso), e avrà lo scopo di riaffermare l’impegno italiano nel Sahel e di rafforzare ulteriormente il ruolo del nostro Paese in un’area considerata il fulcro dell’arco di instabilità che va dalla Libia, e quindi dalle coste del Mediterraneo, al Golfo di Guinea.

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