Di Maio: “Iniziativa nel Sahel significa più sicurezza per Italia ed Europa”

Il ministro è intervenuto all'evento “Trasporti, logistica, sostenibilità: green e blue economy per la ripartenza”

di maio

L’iniziativa internazionale promossa per contrastare le cellule terroristiche nei Paesi del Sahel significa “più sicurezza per l’Europa, più sicurezza per l’Italia”. Così il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, all’evento all’evento “Trasporti, logistica, sostenibilità: green e blue economy per la ripartenza” organizzato da Alis. Rispondendo a una domanda sulla riunione ministeriale della coalizione anti-Daesh, tenuta lo scorso 28 giugno a Roma, Di Maio ha sottolinato che all’evento hanno partecipato “circa 70 ministri deglI Esteri di tutto il mondo”. In questo momento storico, “i più importanti flussi migratori che vengono dall’Africa” passano per il Niger e per il Mali, in un’area, la regione del Sahel, “dove la maggior parte dei villaggi, non le capitali o le grandi città, è in mano a organizzazioni terroristiche”, ha detto Di Maio.



Le istituzioni di questi Paesi stanno “implodendo”, sono in grande difficoltà, “il Niger è quello più solido ma in Mali c’è stato il secondo colpo di Stato in pochi mesi, in Ciad è stato ucciso il presidente”, ha sottolineato Di Maio. Tutto questo “sta destabilizzando un polmone per l’Africa”, ha proseguito, “e i flussi migratori arrivano dal Mali verso la Spagna, via Marocco”, mentre quelli che arrivano in Italia “passano dal Niger e poi per la Libia”. “Noi finalmente abbiamo assunto un’iniziativa internazionale, insieme, per contrastare le cellule terroristiche in quei Paesi”, ha detto Di Maio, sottolineando che l’iniziativa significa anche “aiutare quei popoli a una ripresa che la pandemia ha reso ancora più difficile”. Il terrorismo, secondo Di Maio, “non si combatte con l’esercito ma aiutando i giovani” e stabilizzando le aree colpite. Questo principio ispira la politica estera italiana nel Mediterraneo e non solo, guardando anche alle possibilità di crescita economica per il nostro Paese.

Le regioni del Sahel sono aree “a migliaia di chilometri da qui, ma non sono lontane”, ha proseguito Di Maio, perché “sono l’origine di molti dei problemi che noi viviamo qui”. Il Mediterraneo può essere “la più potente area commerciale del mondo”, ha detto il ministro, sottolineando tuttavia che “c’è un’instabilità generalizzata che la pandemia sta rendendo ancora più critica”. Di Maio ha citato ad esempio il caso della Tunisia, che “è un Paese sicuro”, ma nel frattempo il mercato del turismo “è imploso e l’anno scorso sono arrivate 5.000 persone che erano impiegate nei settori turistici”.



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