Di Maio: “La settimana prossima parte il piano italiano per il popolo afgano”

Fonti Copasir smentiscono il disimpegno dell'intelligence italiana

La prossima settimana, con la prima riunione della cabina di regia interministeriale, partirà il “piano italiano per il popolo afgano”, che prevede il coordinamento delle iniziative per l’accoglienza e la formazione di tanti bambini e ragazzi arrivati in Italia. Lo ha scritto in un post su Facebook il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, dopo aver accolto a Fiumicino gli ultimi diplomatici e militari italiani tornati da Kabul. Uomini che, ha sottolineato il titolare della Farnesina, “hanno onorato il nostro Paese, hanno dato il massimo in una situazione drammatica rischiando anche la propria vita”. “Oggi si conclude la fase uno, l’Italia ha evacuato circa 5 mila civili afghani, siamo stati il primo Paese dell’Unione europea per numero di evacuazioni. Questo dimostra tutto l’impegno e la serietà del nostro Paese, di donne e uomini che hanno fatto un lavoro egregio”.



“Adesso – ha proseguito Di Maio – inizia la fase due. In settimana partirà il ‘piano italiano per il popolo afgano’, che ho illustrato nei giorni scorsi in Consiglio dei ministri, con la prima riunione della cabina di regia interministeriale, così da coordinare le iniziative per l’accoglienza e la formazione di tanti bambini e ragazzi arrivati in Italia. Intanto ho proposto alla Presidenza slovena di far partecipare nella prossima riunione dei ministri degli Esteri europei anche Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Non possiamo lasciare nulla al caso, sono alti i rischi attentati terroristici in Afghanistan e il popolo afgano va supportato da tutta la comunità internazionale”

Di Maio a Fiumicino

Dopo l’evacuazione con ponte aereo dell’Italia di oltre 5 mila cittadini afgani, record nell’Unione europea, “inizia una fase due molto più difficile, nella quale il nostro imperativo deve essere non abbandonare il popolo afgano” ha detto oggi il ministro in una dichiarazione all’aeroporto di Fiumicino dove ha accolto l’ultimo C-130J dell’Aeronautica militare italiana con a bordo l’ultimo gruppo di cittadini afgani, i Carabinieri del Tuscania, il console italiano facente funzione a Kabul, Tommaso Claudi, e l’Alto rappresentante civile della Nato in Afghanistan, Stefano Pontecorvo. “Siamo il primo Paese dell’Ue per cittadini afgani evacuati. Vogliono ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in questi giorni per il grande servizio prestato al Paese”, ha detto Di Maio, menzionando anche i funzionari dell’intelligence e le donne e gli uomini del ministero della Difesa.



“Finisce una prima fase, ma è inutile nasconderci: adesso inizia la fase più difficile. Tanti cittadini afgani aspettano ancora di essere evacuati. Non possiamo più farlo con i ponti aerei, ma siamo pronti con le Nazioni Unite e i Paesi limitrofi dell’Afghanistan a garantire che le persone che hanno collaborato con noi per 20 anni possano avere la stessa possibilità che hanno avuto i 5 mila afgani evacuati” in questi ultimi giorni, ha aggiunto Di Maio. Al riguardo, il titolare della Farnesina ha detto di aver invitato l’Alto rappresentante delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, alla riunione informale straordinaria dell’Unione europea formato Gymnich prevista nei prossimi giorni. “Vogliamo che il maggior numero possibile di agenzie delle Nazioni Unite e di organizzazioni non governative possano restare nel territorio afgano a rappresentare un presidio di tutela dei diritti umani”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana. In Italia, ha aggiunto Di Maio, “stiamo mettendo a punto un piano per il popolo afgano” e già la prossima settimana si terra una riunione interministeriale per “coordinare le iniziative di accoglienza e formazione dei tanti bambini e ragazzi afgani che sono arrivati in questi giorni”.

L’obiettivo della riunione straordinaria del G20 che sta organizzando l’Italia è “arrivare almeno sulle questioni più importanti a una linea condivisa nei confronti dell’Afghanistan, del popolo afgano e del futuro governo afgano” ha detto ancora. “C’è una grande preoccupazione per le minacce terroristiche”, ha detto Di Maio in riferimento al rapido deterioramento della situazione nel Paese asiatico. “E’ per questo che nei prossimi giorni avremo un’altra riunione con i nostri alleati per organizzare le prossime iniziative”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. “Come sapete, l’Italia sta lavorando a un G20 straordinario sull’Afghanistan. In queste ore io, ma soprattutto il presidente (Mario) Draghi, stiamo avendo interlocuzioni con gli altri Paesi che fanno parte di questo formato”, ha confermato il capo della diplomazia italiana.

Fonti Copasir smentiscono il disimpegno dell’intelligence italiana

In merito a notizie sul presunto disimpegno della nostra intelligence in Afghanistan, fonti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) riferiscono che “già nella prima audizione del direttore del Dis al Copasir, mercoledì 18 agosto, era stato assicurato che la nostra intelligence avrebbe mantenuto la presenza nel territorio anche per garantire le operazioni necessarie per il piano di evacuazione completato ieri.

Ne dava atto proprio il comunicato che il presidente del Copasir, senatore Adolfo Urso, aveva emesso al termine della audizione, evidenziando proprio l’impegno continuativo degli operatori della intelligence nel Paese”. Secondo le fonti del Copasir, “questo era stato proprio uno dei punti principali della tempestiva ed esauriente audizione del direttore del Dis, peraltro confermato poi nella successiva riunione del Copasir con il direttore dell’Aise, lunedì 23 agosto”.

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