Cummings rivela i messaggi scambiati con il primo ministro britannico Johnson a inizio pandemia

L'ex capo dello staff di Downing Street ha pubblicato sul proprio blog le conversazioni

Cummings Dominic

L’ex capo dello staff di Downing Street, Dominic Cummings, ha rivelato i messaggi scambiati con il primo ministro britannico Boris Johnson nelle prime fasi della pandemia di Covid, in un lungo post pubblicato sul proprio blog e riportando le conversazioni. Dalla chat emergerebbe come Johnson a marzo 2020 fosse già completamente consapevole delle mancanze del ministro della Salute Matt Hancock, definendolo volgarmente “senza speranza”. Nei messaggi diretti a Johnson il 22 marzo 2020, il giorno prima dell’imposizione del primo lockdown nel Regno Unito, Cummings accusava Hancock di non essere stato in grado di organizzare il necessario aumento dei test anti Covid a inizio pandemia, e Johnson rispondeva definendo Hancock “completamente, fott***mente senza speranza”.

In un altro messaggio pubblicato da Cummings e inviato il 27 marzo si legge come quest’ultimo si fosse lamentato con Johnson del fatto che il ministero della Salute aveva fermato l’acquisto di una partita di respiratori perché “il prezzo è salito”, e Johnson rispondeva che “È colpa di Hancock, è senza speranza”. Il 27 aprile, Johnson aveva poi inviato un messaggio a Cummings, affermando che la fornitura di equipaggiamenti protettivi per il personale sanitario sarebbe stata un “disastro”, e affermando di non poter pensare “a niente di diverso se non rimuovere Hancock e mettere Gove (attuale ministro dell’Ufficio di gabinetto) al suo posto”. Lo scorso mese, in un’audizione di fronte alla commissione della Camera dei comuni che si occupa di indagare sulle responsabilità del governo nella gestione delle fasi iniziali della pandemia, Cummings ha dato la colpa delle mancanze e delle “morti non necessarie” a un mix di compiacenza e indecisione al ministero della Salute e a Downing Street. Cummings affermò che il primo ministro Johnson sarebbe “inadatto per ricoprire il ruolo”, e non sia in grado di condurre il Regno Unito fuori dalla pandemia, aggiungendo che il ministro della Salute Hancock “avrebbe dovuto essere licenziato per 15-20 questioni, incluso l’aver mentito al governo e al pubblico”.

 

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