Dopo 20 mesi gli Stati Uniti riaprono i confini ai viaggiatori vaccinati

Il divieto d'ingresso, inizialmente varato nei confronti della Cina, ha poi interessato cittadini da oltre 30 Paesi

viaggi covid

Gli Stati Uniti riaprono i loro confini ai viaggiatori che hanno completato il ciclo di vaccinazione contro la Covid-19 oggi, 8 novembre, ponendo fine a un divieto di ingresso durato 20 mesi, quando ancora alla Casa Bianca sedeva Donald Trump. Il divieto d’ingresso, inizialmente varato nei confronti della Cina, ha progressivamente interessato cittadini stranieri da oltre 30 Paesi, incluso il Regno Unito e diversi Paesi europei, separando famiglie e bloccando l’industria del turismo. Le compagnie aeree Usa si aspettano un imponente afflusso di viaggiatori, e le agenzie di viaggi rilevano già un forte aumento delle prenotazioni. L’ingresso negli Usa è vincolato all’esibizione di prove di avvenuta vaccinazione prima dell’imbarco, del risultato di un tampone molecolare negativo risalente a tre giorni prima della partenza e alla fornitura di contatti alle autorità statunitensi.



Riapriranno ai vaccinati anche i confini degli Stati Uniti con Canada e Messico: proprio il confine meridionale degli Stati Uniti è stato teatro per mesi di decine di migliaia di attraversamenti illegali, e secondo la stampa Usa migliaia di migranti attendono sul lato meridionale del confine nella speranza di avvantaggiarsi del rilassamento dei vincoli di ingresso; una carovana di migliaia di migranti centroamericani diretti verso il confine si trova attualmente nello Stato messicano di Oaxaca, e una ong messicana, il Migrant Alliance Group, avverte che tra i migranti si sono diffuse false informazioni in merito alla possibilità di ottenere un trattamento più favorevole da parte delle autorità di confine statunitensi.

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