Draghi a Oporto: “La proposta del presidente Joe Biden sui vaccini è ancora poco chiara”

Prima della liberalizzazione dei brevetti sui vaccini anti Covid bisognerebbe parlare della rimozione del blocco alle esportazioni promosso soprattutto dagli Usa e dal Regno Unito. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del vertice informale di Oporto. Secondo Draghi, la proposta del presidente Usa Joe Biden è ancora poco chiara. Il problema condiviso, secondo il premier, è che milioni di persone nel mondo non hanno accesso ai vaccini e per questo stanno morendo; mentre ci sono case farmaceutiche che hanno avuto ingenti sostegni statali. “Ci si aspetta qualcosa in cambio”, ha sintetizzato Draghi in riferimento alla proposta di Biden e aggiungendo che “peraltro un’applicazione temporanea, circoscritta (della liberalizzazione dei brevetti) non dovrebbe essere un grande disincentivo alla produzione”.

Draghi: la produzione dei vaccini resta molto complessa

“La liberalizzazione dei brevetti non garantisce la produzione dei vaccini” che “è molto complessa” e inoltre “questa produzione deve essere sicura” e la liberalizzazione non la garantisce, ha sottolineato tuttavia il premier. Prima della liberalizzazione, a suo modo di vedere, bisognerebbe quindi “rimuovere il blocco delle esportazioni” che soprattutto Usa e Regno Unito continuano a mantenere; mentre “il 50 per cento della produzione dell’Ue viene esportato”. Inoltre, secondo Draghi, bisogna accelerare la produzione “e noi stiamo facendo tutto questo”. La proposta Usa, a suo modo di vedere, è dunque una “porta aperta” ma va ulteriormente approfondita e analizzata. “Non credo sia una mossa diplomatica” da parte degli Usa nell’ottica della concorrenza con la Russia e con altri produttori, ha concluso il premier.

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