Draghi: “Per l’Italia è di cruciale importanza la cooperazione tra Nato e Ue”

Lo ha detto il premier Mario Draghi nel suo intervento durante il Summit a Bruxelles

Draghi

La posizione di deterrenza e difesa della Nato deve essere attuata attraverso un approccio ad ampio spettro, guardando a tutte le direzioni strategiche, dalla regione indopacifica a quella mediterranea e per l’Italia è di cruciale importanza il rafforzamento della cooperazione tra Nato e Unione europea. Lo ha detto il premier Mario Draghi nel suo intervento durante il Summit della Nato. “La Nato è stata per gli ultimi 72 anni la pietra angolare della nostra sicurezza e difesa comune. Mentre cerchiamo di voltare pagina dopo una delle più gravi crisi sanitarie, economiche e finanziarie della storia contemporanea, riconosciamo che la sicurezza è un presupposto necessario per preservare e rafforzare le nostre democrazie e i nostri sistemi economici e sociali”, ha detto. “Pertanto, è essenziale che la Nato si rivolga alla Comunità transatlantica. L’Italia sostiene pienamente le decisioni odierne di avviare, attraverso la Nato 2030, un processo di ulteriore adattamento per il prossimo decennio e per aggiornare il Concetto Strategico del 2010, basato sui tre compiti fondamentali: difesa collettiva, gestione delle crisi, sicurezza cooperativa”, ha aggiunto Draghi. Per il premier, “l’ambiente della sicurezza è ancora in rapida evoluzione. Eppure, una cosa rimane la stessa: la centralità dell’Alleanza più potente e di successo della storia”.

“I nostri obiettivi sono molteplici: mantenere la nostra superiorità tecnologica collettiva ed essere pronti ad affrontare tutti coloro che non condividono i nostri stessi valori e il nostro attaccamento all’ordine internazionale basato sulle regole e sono una minaccia per le nostre democrazie; preservare la stabilità strategica e anche rinnovare i nostri sforzi per rafforzare il controllo degli armamenti, il disarmo e l’architettura internazionale di non proliferazione; affrontare le implicazioni di sicurezza del cambiamento climatico; rafforzare la nostra resilienza nazionale e la nostra capacità di affrontare questioni globali che riguardano la nostra Alleanza regionale in un’epoca di vulnerabilità strutturale”, ha spiegato nel suo intervento Draghi. “In questo contesto, la posizione di deterrenza e difesa della Nato deve essere attuata attraverso un approccio ad ampio spettro. Dovremmo guardare a tutte le direzioni strategiche, dalla regione indopacifica a una costante attenzione all’instabilità della regione mediterranea”, ha proseguito.

“Permettetemi infine di sottolineare l’importanza cruciale che l’Italia attribuisce al rafforzamento della cooperazione Nato-Ue. Stiamo costruendo un’Ue più forte anche nel campo della sicurezza e della difesa, nella ferma convinzione del contributo positivo, basato sulla complementarietà, che il pilastro europeo può fornire all’ulteriore rafforzamento della Nato. Vorrei sottolineare a tutti i nostri alleati non comunitari che questo è ciò che intendiamo inequivocabilmente per ‘autonomia strategica dell’Ue'”, ha specificato Draghi. “L’Italia è impegnata a continuare a contribuire alla deterrenza e alla postura di difesa dell’Alleanza e alle operazioni e missioni della Nato, e a contribuire alla nostra spesa per la difesa nazionale, come ha sempre fatto”, ha evidenziato. “Oggi il messaggio che possiamo inviare al resto del mondo, è quello sancito dal Trattato di Washington: la coesione politica degli alleati e l’impegno incrollabile all’indivisibilità della nostra sicurezza comune è e sarà il vero centro di gravità dell’Alleanza, e la garanzia ultima della nostra difesa collettiva”, ha concluso.

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