Draghi: “Il modello sociale dell’Ue deve affrontare le disuguaglianze esistenti”

Lo ha detto il presidente del Consiglio al workshop "Employment and Jobs" al summit europeo di Oporto, in Portogallo

Il modello sociale dell’Ue è un punto di orgoglio, ma bisogna agire per colmare le disuguaglianze createsi in passato e acuite dalla pandemia di Covid-19. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento al workshop “Employment and Jobs” al summit europeo di Oporto, in Portogallo. “Da tempo l’Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati”, ha spiegato Draghi, menzionando le disuguaglianze generazionali, di genere e regionali. Nell’Ue, ha sottolineato il presidente del Consiglio, un giovane su sette non è occupato, né frequenta un corso di istruzione o di formazione.



“In Italia siamo vicini a uno su quattro. Il divario nel tasso di occupazione tra uomini e donne nell’Ue si attesta a 11,3 punti percentuali. In Italia è quasi il doppio”, ha rilevato Draghi. Un terzo della popolazione italiana vive nelle regioni del Sud, ma la sua quota di occupazione totale è solo di un quarto, ha proseguito. “Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere. Lo shock provocato dal Covid-19 ha reso questi divari ancora più profondi”, ha messo in evidenza il premier. “Cosi come durante la Grande Recessione e la crisi del debito sovrano in Europa, sono i nostri giovani e le nostre donne a pagare il prezzo di questa tragedia. Queste fratture hanno profonde radici storiche e culturali, ma svelano anche evidenti carenze istituzionali e giuridiche”, ha detto Draghi.

L’Italia accoglie con favore il Piano d’azione della Commissione sul Pilastro europeo dei diritti sociali. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento al workshop “Employment and Jobs” al summit europeo di Oporto, in Portogallo. Il Piano e il Pilastro mettono le esigenze del Mercato unico insieme a quelle di una strategia di crescita più sostenibile ed equa, ha sottolineato Draghi. “Sosteniamo inoltre i nuovi grandi obiettivi sociali dell’Ue, volti a garantire che tutti i Paesi europei – a partire dall’Italia – raggiungano standard minimi in settori quali l’assistenza all’infanzia e la formazione, sulla base di criteri quantitativi in materia di qualità del lavoro, divario retributivo di genere e abbandono scolastico precoce”, ha rilevato il presidente del Consiglio. “Riteniamo che una maggiore inclusione rafforzerà la convergenza tra gli Stati membri e la mobilità transfrontaliera. Ma ora la nostra agenda comune deve andare al di là degli obiettivi condivisi. Il Programma Generazione futura Ue accelererà la duplice transizione digitale e ambientale. Accompagnati da riforme come quella della pubblica amministrazione, della burocrazia e del sistema giudiziario, questi programmi di investimento rafforzeranno l’occupazione, in particolare quella femminile e giovanile e nelle regioni del Mezzogiorno, fornendo impulso ai tassi di crescita potenziali per gli anni a venire”, ha detto Draghi. Per il premier, “dobbiamo stare attenti a non ridurre troppo presto le misure di sostegno fornite dalla nostra politica di bilancio. È essenziale continuare a sostenere il mercato del lavoro mentre ci rialziamo dalla crisi provocata dalla pandemia e attraversiamo questa duplice fase di transizione”. In quest’ottica, “il programma Sure, lanciato quasi un anno fa, ha fornito una rete di sicurezza rapida ed efficace per i Paesi più colpiti dalla crisi sanitaria”. La trasformazione del Programma Sure in uno strumento strutturale “potrebbe essere funzionale al dibattito in corso da lunga data su un Sistema europeo di assicurazione contro la disoccupazione e costituirebbe condizione preliminare per una effettiva unione monetaria”, ha concluso.



 

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