Draghi: “Il via libera dell’Ue al Pnrr italiano
è motivo di orgoglio per il nostro Paese”

Secondo il ministro Franco l'Italia tornerà ai livelli pre-crisi nel terzo trimestre dell'anno prossimo

draghi

Vorrei cominciare questo Consiglio dei ministri con una buona notizia. Il Consiglio dell’Economia e delle Finanze dell’Unione europea ha approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia, insieme a quello di altri 11 Paesi. Sono le parole, a quanto si apprende, pronunciate dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, all’inizio dell’odierno Cdm. “Questo via libera arriva dopo quello della commissione europea, che ci era stato comunicato dalla presidente von der Leyen durante la sua visita a Roma di qualche settimana fa. L’Italia riceverà a breve circa 25 miliardi di euro, il 13 per cento delle risorse totali destinate al nostro Paese”.



“Questa decisione – ha continuato il premier Draghi – deve essere motivo di orgoglio per l’Italia. Il Piano è il risultato della stretta collaborazione che c’è stata all’interno del governo e tra i ministeri. È stato approvato a larga maggioranza in Parlamento, e dopo il pieno coinvolgimento degli enti territoriali e delle parti sociali. Ma deve essere anche uno stimolo a spendere bene i soldi che ci arriveranno, e a approvare in tempi rapidi le riforme che abbiamo concordato con la commissione europea. Questi sono infatti i presupposti necessari per ricevere tutti i 191,5 miliardi di euro, in prestiti e sussidi, che ci sono stati assegnati. E per continuare a mostrarci un Paese credibile e affidabile. Un ruolo che, grazie al vostro lavoro – ha concluso Draghi -, ci viene riconosciuto ogni giorno di più“.

Con il via libera definitivo l’Italia si aspetta il versamento di 25 miliardi di euro tra qualche settimana, ha affermato il ministro all’Economia del governo Draghi, Daniele Franco, al termine della riunione odierna dell’Ecofin nel corso della quale è stato formalizzato il via libera del Pnrr dell’Italia e di alcuni altri Paesi membri. In merito all’approvazione dei Piani di ripresa e resilienza, secondo Franco, questa è stata “del tutto non problematica, non si è parlato di alcun Paese in particolare”, c’è stata “molta enfasi sul successo europeo e sulla cooperazione che tutti hanno riconosciuto nella Commissione europea”. Ora “il versamento dovrebbe aver luogo nelle prossime settimane: luglio o prima parte di agosto” e “in un’unica soluzione”. Quindi, “ci aspetteremo 25 miliardi tra qualche settimana”, ha detto il ministro.



Il ministro Franco ha poi fatto un riferimento alla recente vittoria della nazionale di calcio agli Europei, osservando che le vittorie sportive e artistiche sono eventi che, pur non avendo nulla a che fare con l’economia, contribuiscono a dare fiducia al Paese. “Quella di oggi è stata l’approvazione di 12 piani (di ripresa e resilienza), cui seguirà quella di altri 4 o 5″ piani “già in questo mese e poi gli altri“, ha spiegato. “Il Piano di ripresa e resilienza ci dà la possibilità di effettuare investimenti enormi. Sono 190 miliardi di euro a cui abbiamo aggiunto un fondo complementare di 30 miliardi e mezzo. Abbiamo quindi 220 miliardi di euro. Questo vuol dire per i prossimi 5 anni raddoppiare gli investimenti della pubblica amministrazione”, ha sottolineato. “Questa è una iniezione che dovrebbe rendere la nostra economia più dinamica” e tutto ciò “presuppone anche una capacità di innovazione, di inserire i giovani in questo processo, che deve accrescersi”, ha evidenziato.

Secondo il ministro Franco, inoltre, l’Italia tornerà ai livelli pre-crisi nel terzo trimestre dell’anno prossimo. “Abbiamo parlato della situazione economica. Abbiamo commentato le previsioni estive dalla Commissione europea che mettono in luce un miglioramento del quadro”, ha spiegato Franco. “L’Italia ha una previsione del 5 per cento”, mentre “in aprile la nostra previsione era del 4,5 per cento ed eravamo tra i più ottimisti. In realtà siamo stati smentiti in meglio”, ha sottolineato. “Il 5 per cento è un rimbalzo rispetto ai 9 punti (percentuali) persi l’anno scorso. Quindi, bene che questo rimbalzo sia più intenso e veloce possibile, ma teniamo conto che abbiamo perso 9 punti (percentuali), con il 5 per cento facciamo un grande passo in avanti, ma ce ne restano 4 (punti percentuali) da recuperare. Noi pensiamo che nel terzo trimestre dell’anno prossimo torneremo al livello pre-crisi”, ha specificato il ministro.

Il ministro ha poi affrontato il tema delle regole del Patto di stabilità e crescita, esprimendo ottimismo sulle prospettive di arrivare ad un accordo finale. L’Italia – ha spiegato – ritiene che le regole del Patto di stabilità e crescita siano da semplificare ed entrerà nel dibattito sulla riforma con apertura mentale. “Credo che il dibattito verrà avviato questo autunno. Ovviamente ci saranno visioni diverse, come è naturale che sia. Noi pensiamo che le regole in linea generale vadano semplificate e che vadano evitate regole che portano a politiche pro-cicliche, quindi a politiche che accentuano le recessioni o accentuano le espansioni, se siamo nelle espansioni“, ha dichiarato. “Fermo restando questi due criteri generali, noi entriamo nel dibattito con ‘open minded’. Sarà un dibattito lungo, ma, come in passato, i Paesi dell’Ue riescono sempre poi a trovare una soluzione. Quindi non sono preoccupato che alla fine troveremo una soluzione avremo un po’ di discussione”, ha concluso.

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