L’Italia avrà il suo green pass prima di quello Ue

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Draghi al termine del Summit globale sulla salute

L’Italia si sta riaprendo nell’auspicio che il turismo riparta presto e potremo accogliere visitatori da tutto il mondo. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Summit globale sulla salute che si è tenuto oggi a Roma. “Abbiamo rafforzato i voli con i test Covid ed eliminato la quarantena da alcuni Paesi”, ha detto Draghi, secondo cui “l’Italia avrà il suo green pass prima” di quello europeo e che è in corso un coordinamento con la Commissione. “La situazione della pandemia sta migliorando e questo ci dà ottimismo e fiducia per il futuro: è questo il modo migliore per far tornare il turismo”, ha spiegato il premier. Draghi ha anche annunciato che servirà un trattato per rafforzare le conclusioni del Summit. “Non abbiamo dubbi che gli impegni della Dichiarazione di Roma saranno onorati in futuro”, ha detto, ma servirà “un impegno più vincolante ma bisognerà lavorare su questo, serve tempo”.

Nel corso della conferenza stampa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha evidenziato come l’Italia sia “eccellente nell’essere in tempo con il certificato Covid digitale Ue. Il nostro obiettivo è essere pronti per giugno” ha detto ricordando “la buona notizia” dell’accordo raggiunto ieri tra Parlamento europeo e Consiglio dell’Ue e che era una “precondizione per andare avanti”. Ora, “è duro andare avanti sul piano tecnico”, ma “gli Stati membri devono fare i compiti a casa sull’aspetto tecnico. La maggior parte di loro sono pronti, non tutti”, ma “l’Italia è eccellente nell’essere in tempo”. Per il presidente del Consiglio, il vertice “è stato un puntuale promemoria del potere della cooperazione multilaterale. Fra queste non vi è solo la pandemia, ma anche le disuguaglianze globali e il cambiamento climatico”, ha detto Draghi. “I contributi al dibattito odierno serviranno come solida base per rafforzare la nostra risposta all’attuale emergenza sanitaria e alle crisi future”, ha aggiunto chiarendo che “questo è lo spirito della Dichiarazione di Roma, una serie di principi che ci garantiranno una migliore preparazione per una possibile futura pandemia”.

Von der Leyen ha evidenziato come la dichiarazione di Roma sia un chiaro no al nazionalismo. “Tutti i Paesi che hanno partecipato al Summit si sono impegnati su principi di base” e questo è “un chiaro no al nazionalismo”. Per questo “le catene di approvvigionamento” devono essere garantite e questo è “un chiaro no ai divieti alle esportazioni o ai colli di bottiglia”, ha sottolineato von der Leyen. Inoltre, per la prima volta “si ammette che la perdita di biodiversità, il cambiamento climatico e le attività umane sono il terreno fertile delle pandemie”.

È essenziale, ha aggiunto Draghi, “rafforzare il ruolo delle istituzioni multilaterali, nel campo della salute globale e oltre” ricordando il ruolo dell’Organizzazione mondiale della sanità, “istituita nel 1948 per svolgere un ruolo di coordinamento nel controllo delle epidemie e nella standardizzazione dei farmaci”. “Il suo ruolo è altrettanto importante nel mondo di oggi. Dobbiamo fornire all’Oms finanziamenti sostenibili e prevedibili e consentire ad essa di diventare più efficace”, ha spiegato. Secondo il presidente del Consiglio, “come abbiamo appreso durante questa crisi, una forte guida internazionale è fondamentale per garantire che sia in atto un efficace sistema di allerta precoce e che i governi possano condividere rapidamente le loro migliori pratiche per prevenire, contenere e gestire una pandemia”.

Le istituzioni finanziarie internazionali devono fornire ai Paesi a basso reddito il sostegno necessario affinché questa crisi sanitaria non si trasformi in un’ondata di crisi del debito sovrano, ha aggiunto. “La politica sanitaria è solo una delle sfide che i paesi ricchi ed emergenti devono affrontare oggi. Dobbiamo anche affrontare significativi rischi economici”, ha ricordato Draghi. Secondo il premier, “ora dobbiamo mettere il Fondo monetario internazionale nella condizione di fornire una protezione efficace ai paesi più poveri del mondo”.

Secondo Draghi l’approccio “One Health”, perno centrale della Dichiarazione di Roma, mira a preservare la sicurezza umana, animale e ambientale ed è la priorità fondamentale della Presidenza italiana del G20. “Il gruppo di esperti scientifici ha affermato come la maggior parte delle malattie infettive siano causate da agenti patogeni derivati dagli animali. La loro comparsa è in gran parte guidata dalla deforestazione, dallo sfruttamento della fauna selvatica e da altre attività umane”, ha dichiarato Draghi. “Un’efficace azione di protezione ambientale può aiutare a difendere il benessere degli animali e, in ultima analisi, mitigare il rischio di nuove minacce per la salute”, ha aggiunto il capo del governo.

Secondo il premier Draghi, la pandemia ci ha mostrato come la collaborazione tra le aziende sia fondamentale per promuovere l’innovazione e aumentare la produzione di beni medici essenziali. “I vaccini anti Covid-19 sono il prodotto di complesse catene di fornitura, che si estendono in molti Paesi, ognuno dei quali si basa sulla propria capacità e competenza industriale. La Dichiarazione di Roma difende giustamente il ruolo del sistema di scambi multilaterali e in particolare il ruolo centrale dell’Organizzazione mondiale del commercio”, ha detto Draghi. “Dobbiamo preservare il commercio transfrontaliero ed eliminare barriere commerciali ingiustificate e divieti generali di esportazione. Questo è essenziale se vogliamo reagire efficacemente agli shock”, ha aggiunto ancora.

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