Giudice di Belluno: “Giusto sospendere gli operatori sanitari che rifiutano il vaccino”

Il giudice ha respinto le richieste di due infermieri e otto operatori sociosanitari

vaccini

E’ giusto sospendere gli operatori sanitari che rifiutano il vaccino. E’ emerso dalle motivazioni di un’ordinanza del giudice di Belluno, il quale ha respinto le richieste di due infermieri e otto operatori sociosanitari di due case di riposo che avevano rifiutato di sottoporsi alla somministrazione della prima dose di Pfizer lo scorso febbraio e che per questo erano stati sospesi dal lavoro. Il Giudice nella decisione chiarisce che i ricorrenti sono impegnati in mansioni a stretto contatto con persone che accedono al loro luogo di lavoro, sussistendo pertanto il rischio concreto di essere contagiati. Inoltre, seconda l’ordinanza, il vaccino anti Covid-19 viene considerato come una misura atta a sconfessare il rischio di contagio in azienda. Spiega ad “Agenzia Nova” l’avvocato Lavinia Morrico dello Studio legale lavoro MMBA. “Il Giudice nel ritenere insussistenti le motivazioni degli operatori che hanno rifiutato il vaccino sottolinea che è ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus, come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire delle dosi, quali il personale sanitario, gli ospiti delle Rsa nonché in più generale nei Paesi come Israele in cui il vaccino proposto ai ricorrenti è stato somministrato a milioni di individui”.



A partire da oggi, giorno delle elezioni in Israele, oltre 4,6 milioni di persone sono state completamente immunizzate con due dosi del vaccino Pfizer. Secondo gli ultimi dati diffuso dal ministero della Salute israeliano, il numero di pazienti gravemente malati con Covid-19 in Israele è sceso sotto i 500, il più basso dal 21 dicembre: si tratta in particolare di 499 pazienti, di cui 204 pazienti attaccati ai ventilatori. Dall’inizio della pandemia di Covid-19, a 829.288 persone in Israele è stato diagnosticato il coronavirus, con 14.679 casi attivi a partire da stamane. Ieri, 22 marzo, 12 persone sono decedute, portando il bilancio delle vittime a 6.114. Lo stesso giorno, 942 nuovi casi di Covid-19 sono stati segnalati dal ministero della Salute. Il tasso di test positivi riportato lunedì è stato dell’1,6 per cento, simile al tasso di contagio dell’1,5 per cento riportato domenica, il più basso registrato da novembre. Il fattore Rt (che misura il tasso di riproduzione di base del virus) è stato indicato a 0,6. Vale la pena segnalare che qualsiasi cifra inferiore a 1 indica che l’epidemia si sta attenuando. Tale dato rappresenta la situazione a 10 giorni circa, a causa del periodo di incubazione.

 



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