E’ morta Carla Fracci, la ballerina aveva 84 anni

Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta

E’ morta a Milano Carla Fracci, una delle più grandi ballerine del ‘900. Classe 1936, la danzatrice avrebbe compiuto 85 anni il 30 agosto prossimo. Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta. La ballerina lottava contro una grave malattia da tempo. Nata da una famiglia di umili origini, il padre era un tramviere dell’Atm, aveva studiato con Vera Volkova e, nel 1958 era diventata prima ballerina del Piermarini.



Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, profondamente commosso dalla morte di Carla Fracci ne ricorda in una dichiarazione “le straordinarie doti artistiche e umane, che hanno fatto di lei una delle più grandi ballerine classiche dei nostri tempi a livello internazionale. Carla Fracci ha onorato – continua il capo dello Stato -, con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro, il nostro Paese. Esprimo le più sentite condoglianze ai familiari e al mondo della danza, che perde oggi un prezioso e indimenticabile riferimento”. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha appreso con profonda commozione la notizia della scomparsa. “Ha rappresentato nel mondo l’arte della danza – dichiara il presidente Draghi – esempio di passione per intere generazioni, interprete eccezionale, una grande italiana”.

“La più grande. Divina ed eterna. Piena di amore per la danza, di nuovi progetti, di idee per tutta la vita, con l’entusiasmo di una ventenne. L’Italia della cultura ti sarà grata per sempre, immensa” ha ricordato il ministro della Cultura, Dario Franceschini.



Entrata nel 1946 alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, è stata allieva di Esmée Bulnes e Vera Volkova. Dopo il diploma conseguito nel 1954, l’anno successivo ha sostituito Violette Verdy nella “Cenerentola” di Prokof’ev e nel 1958, ad appena 22 anni, è diventata prima ballerina del teatro scaligero. Nello stesso anno John Cranko, dopo “Il principe delle pagode” l’ha voluta nella parte di Giulietta in trasferta veneziana a San Giorgio Maggiore e l’ha invitata alla Royal Festival Hall, inizio di un’ascesa internazionale che l’ha portata a solcare i maggiori palcoscenici e le più importanti compagnie del mondo. È stata protagonista dei popolarissimi balletti, dal “Lago dei Cigni” a “Lo schiaccianoci”, e ha interpretato i ruoli romantici di Giulietta e, soprattutto di Giselle. Proprio per preparare le coppie alla parte della giovane contadinesca innamorata, Carla Fracci nel gennaio 2021 è tornata dopo 21 anni al Piermarini, su invito del direttore del Ballo Manuel Legris.

Le due masterlass della regina del balletto sono state trasmesse dai canali social del Teatro e riprese nell’ambito della docuserie “Corpo di Ballo” trasmessa su RaiPlay e Rai5. Sposata dal 1964 con il regista Beppe Menegatti, si è da sempre impegnata a diffondere la cultura della danza, con apparizioni al cinema e in tv fin dagli anni ’60. “Con Maria Taglioni Carla Fracci è stata la personalità più importante della storia della danza alla Scala”, commenta in una nota della Scala il sovrintendente del teatro Dominique Meyer. “Cresciuta all’Accademia, ha legato intimamente il suo nome alla storia di questo Teatro. Nei mesi scorsi ho avuto il piacere di accoglierla diverse volte alla Scala dove veniva spesso e a gennaio siamo stati felicissimi di riaverla a trasmettere la sua esperienza alle giovani interpreti dell’ultima Giselle, che è stata per tutti un momento indimenticabile. La penseremo sempre con affetto e gratitudine, ricordando il sorriso degli ultimi giorni passati insieme, in cui si sentiva tornata a casa”, conclude Meyer.

“Ci lascia la stella delle stelle. Una grandissima artista che ha scritto la storia della danza, dell’arte, della cultura. Un tratto indelebile che rimarrà impresso per sempre nel cuore e nella mente di tutti noi. Una milanese che amava infinitamente la sua città e la Lombardia”, dichiara il presidente Attilio Fontana esprimendo il cordoglio della Regione Lombardia, a nome dell’intera giunta. “Nel 2020 le avevamo assegnato il Premio Rosa Camuna per certificare come la Regione considerasse la sua carriera anche simbolo dell’eccellenza lombarda. Premio – prosegue Fontana – che a causa della pandemia non eravamo ancora riusciti a consegnarle personalmente. Lo faremo, alla memoria, domani pomeriggio a Palazzo Lombardia in occasione delle celebrazioni dell’edizione 2021”.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici anche sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram