E’ morto Gino Strada, il fondatore di Emergency aveva 73 anni

Con l'associazione ha fornito assistenza medica a 6 milioni di persone nel mondo

A 73 anni è scomparso Gino Strada, il fondatore di Emergency. Dopo essere partito da Milano per curare le vittime delle guerre in tutto il mondo, quando lo scorso anno la pandemia ha portato i suoi colpi più brutali, soprattutto ai più fragili, Strada ha attivato la sua creatura a sostegno della sanità italiana e si è detto preoccupato per Milano e per i tanti poveri in coda per un pasto. Nato il 21 aprile 1948 a Sesto San Giovanni, Liceo classico al “Carducci” di Milano, laurea in medicina all’Università Statale, Strada ha lasciato presto Milano per mettere le sue competenze da chirurgo a disposizione delle vittime di guerra: prima con la Croce Rossa e poi, dal 1994, con la moglie Teresa Sarti, scomparsa nel 2009, fonda Emergency e opera, in maniera indipendente, in tutti i teatri di guerra. Dalla Bosnia al Ruanda, dall’Afghanistan al Sudan, la onlus fondata da Strada opera in 18 Paesi in ogni tipo di teatro di guerra e ha curato 11 milioni di persone.



In Afghanistan aveva aperto gli ospedali per curare le vittime delle mine sovietiche che, anche dopo la partenza dei militari, continuavano a uccidere e storpiare adulti e bambini. Partito per l’Afghanistan nel 1998, l’anno dopo Emergency apre ad Anabah il primo progetto, un Centro chirurgico per vittime di guerra, nella Valle del Panshir. Gino Strada rimane in Afghanistan per circa 7 anni, operando migliaia di vittime di guerra e di mine antiuomo e contribuendo all’apertura di altri progetti nel Paese.

Nel settembre del 2017 a Milano, in Via Santa Croce, ha aperto “Casa Emergency”, uno Spazio di diritti e cultura aperto alla città. E, quando la guerra da combattere è stata contro la pandemia, Emergency ha messo a disposizione delle autorità sanitarie italiane le competenze di gestione dei malati in caso di epidemie, maturate in Sierra Leone nel 2014 e 2015 durante l’epidemia di Ebola. Da fine ottobre 2020 nell’ambito della ripartenza del progetto “Milano aiuta” i volontari di Emergency svolgono un servizio di consegna a domicilio di beni essenziali, come spesa e farmaci, alle persone in quarantena, o fragili e compie un’attività di monitoraggio nei centri della città dedicati ai senza fissa dimora, nelle strutture per minori stranieri non accompagnati e in quelle del sistema Siproimi (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati), oggi Sai (Sistema di accoglienza e integrazione), segnalati dal Comune. “Bisogna soccorrere urgentemente i cittadini italiani – ha detto Gino Strada in una intervista rilasciata il 21 gennaio scorso a ‘Presa diretta’ – perché siamo di fonte a una sindemia”, ovvero la presenza contemporanea di due malattie “una – ha spiegato Strada – si chiama Covid, l’altra si chiama povertà: io sono stato nei posti più disgraziati del mondo, ma non avrei mai pensato nella mia vita di vedere a Milano la gente in coda per un pasto, è questa la cosa di cui dobbiamo preoccuparci” .



Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha pubblicato un post su Facebook in ricordo di Gino Strada. “Appassionato, generoso, competente, con Emergency ha messo tutto se stesso in un progetto che ha salvato vite e veicolato tanta solidarietà. Anche accettando una delle sue ultime sfide, in Calabria, ha dimostrato il suo valore e il ruolo prezioso che persone come lui hanno per il Paese. Riposa in pace Gino, quello che hai costruito resterà per sempre un modello. Un abbraccio alla famiglia”, ha scritto Di Maio.

“Difendere l’uomo e la sua dignità sempre e dovunque. Questa la lezione più bella di Gino Strada
che non dobbiamo dimenticare mai. La mia vicinanza ai suoi cari e a tutta Emergency” ha scritto su Twitter il ministro della Salute Roberto Speranza.

“Di Gino si può pensare quello che si vuole – ha scritto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel suo messaggio di cordoglio affidato alla sua pagina Facebook – ma una cosa è certa: ha sempre pensato prima agli altri che non a se stesso”.

Per il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, quella di Satrada è stata “una vita esemplare. Di amore e di lotta. Una grande eredità”.

“La morte di Gino Strada lascia tutti noi senza parole. Se ne va una persona straordinaria che ha impiegato la sua vita per far del bene al prossimo. Ci mancherai molto Gino, riposa in pace” ha scritto su Twitter il vicepresidente del parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (M5s).

“Gino Strada è stato una figura luminosa, uno dei figli migliori di questo Paese. Ci ha fatto sempre sentire orgogliosi, ha segnato il cammino di intere generazioni con il suo esempio straordinario. È una perdita immensa la sua improvvisa scomparsa, sono profondamente commosso. Possiamo solo ringraziare e cercare, in tutti i modi, di percorrere il sentiero tracciato per i diritti, contro la guerra, per la giustizia nel suo senso più alto. Il mio abbraccio alla figlia Cecilia e a tutti i familiari. Ciao Gino” ha scritto sui social il ministro per i Rapporti con il parlamento Federico D’Incà.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram