Ecco le misure del nuovo decreto Covid

Abolita la zona gialla, scuola in presenza ed obbligo di vaccinazione per il personale sanitario

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Il decreto legge con le nuove misure per contrastare la diffusione del Covid-19 approvato dal Consiglio dei ministri prevede, in sintesi, la proroga fino al 30 aprile delle misure previste dal precedente decreto Covid. Non ci saranno zone gialle in Italia, il provvedimento sarà in vigore dal 7 aprile, sino alla fine del mese. Nelle Regioni e province autonome di Trento e Bolzano i cui territori si collocano in zona gialla, si applicano le misure stabilite per la zona arancione.



La scuola

Si prevede inoltre la possibilità, in questo arco temporale, di deliberare in Consiglio dei ministri un allentamento delle misure, qualora lo consentano l’andamento dell’epidemia e l’attuazione del piano vaccini e la scuola in presenza, anche in zona rossa, fino alla prima media. L’obiettivo è quello di garantire gradualmente il rientro a scuola in presenza di tutti gli studenti. E’ quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi.

Covid e vaccinatori

Il decreto esclude la punibilità dei “vaccinatori” quando hanno agito seguendo le procedure corrette previste per la somministrazione del vaccino e, quindi, l’uso è avvenuto in conformità con le indicazioni contenute nelle circolari pubblicate sul sito del ministero e nel “foglietto illustrativo”. Il provvedimento – proseguono le fonti – prevede l’obbligo di vaccinazione per gli esercenti le professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie e socio/sanitarie pubbliche e private, in farmacie, parafarmacie e studi professionali. La misura ha come obiettivo quello di tutelare più possibile sia il personale medico e paramedico sia coloro che si trovano a frequentare ambienti che possono essere maggiormente esposti a rischio di contagio. Il lavoratore che rifiuterà di vaccinarsi potrà essere adibito (ove possibile) ad altre mansioni che non comportino rischi di diffusione del contagio (in caso contrario la retribuzione non sarà dovuta). La disposizione vale anche per gli autonomi.



I concorsi

Il decreto – spiegano sempre le stesse fonti – prevede lo sblocco dei concorsi (circa 110 mila posti) e introduce procedure concorsuali semplificate. Tra le principali novità si prevede una prova scritta e una prova orale nei soli concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale. Sono esclusi dalle procedure semplificate i concorsi per alcune categorie (il personale in regime di diritto pubblico, ex articolo 3 del decreto legislativo 165/2001) tra cui magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari, appartenenti al comparto sicurezza e difesa, personale della carriera diplomatica e prefettizia. Per consentire lo svolgimento delle prove in sicurezza si prevede l’obbligo per i candidati di produrre la certificazione di un test antigenico anche negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Inoltre, la durata massima della prova è limitata ad un’ora e lo svolgimento delle prove sarà effettuato in sedi decentrate a carattere regionale.

Speranza: “Impegno di tutto il governo”

“Esprimo soddisfazione per un decreto legge che mette la tutela della salute al primo posto. Vincere la battaglia sanitaria è la premessa per la vera ripartenza del Paese“. Lo afferma in una nota il responsabile della Salute, Roberto Speranza, al termine del Consiglio dei ministri. “C’è l’impegno di tutto il governo a lavorare, in sede di conversione del decreto, ad una protezione legale per il personale sanitario impegnato nell’emergenza che vada oltre la semplice norma approvata oggi che riguarda le vaccinazioni”.

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