Ecuador: assalto di finti poliziotti, ucciso il velocista olimpico Alex Quinonez

Le autorità non hanno ancora potuto accertare i motivi dell'attacco né i possibili autori

ecuador - Guayaquil - carcere

Il velocista ecuadoriano Alex Quinonez è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella serata di venerdì, nei pressi della città occidentale di Guayaquil. Alcuni individui con vestiti simili a quelli della polizia nazionale, riportano testimoni citati dal quotidiano locale “El Universo”, si sono presentati in macchina in una frazione della città uccidendo, oltre all’atleta, anche un uomo identificato come Christopher Arcalla Ramirez, fedina penale pulita. “Il mio cuore è completamente distrutto. Non ho parole per descrivere il vuoto che sento”, ha scritto il presidente della Federazione sportiva della provincia di Guayas, Roberto Ibanez. “Fino a quando continueremo a convivere con tanta cattiveria e insicurezza. Riposa in pace caro Alex, mi mancherai per tutta la vita”, ha scritto Ibanez in un messaggio pubblicato sul proprio profilo Twitter. Le autorità non hanno ancora potuto accertare i motivi dell’attacco né i possibili autori. Quinonez si era qualificato ai giochi olimpici di Londra 2012, arrivando a conquistare la finale dei 200 metri piani. Nel 2019, sempre sulla stessa lunghezza, aveva ottenuto la medaglia di bronzo nel Campionato mondiale di atletica celebrato a Doha.



Ecuador: sale la tensione nel Paese

Il momento di particolare violenza che attraversa il paese – principalmente legata a un aumento del traffico di stupefacenti – ha spinto il presidente, Guillermo Lasso, a dichiarare lo stato di emergenza. La misura permetterà di impegnare le Forze armate in operazioni di controllo delle armi, ispezioni, sequestro di droghe e pattugliamento per 24 ore al giorno, in affiancamento alla polizia nazionale. “Nelle strade c’è solo un nemico: il traffico di stupefacenti”, ha detto Lasso annunciando anche la creazione – tramite un’apposita legge in arrivo al Parlamento – della Unità di difesa legale della forza pubblica, unità che si dedicherà “esclusivamente alla protezione di tutti i membri delle Forze armate e della Polizia nazionale che vengano denunciati semplicemente per aver compiuto il loro dovere”. In questo modo, “nessun membro delle forze dell’ordine dovrà indebitarsi per difendersi”, ha aggiunto il presidente.

Nei primi otto mesi del 2021, riporta il quotidiano “Primicias”, si sono registrati 1.007 omicidi con arma da fuoco, un incremento del 119 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’aumento dei casi appare sensibile se paragonato al lento crescere degli anni precedenti: 301 omicidi con arma da fuoco nello stesso periodo del 2018, 413 nel 2019 e 459 nel 2020. Si tratta inoltre della cifra più alta dell’ultimo decennio, più degli 845 morti con arma da fuoco nel 2012. Gli omicidi con pistole e fucili sono stati sin qui il 71 per cento delle 1.427 morti violente contate in tutto il Paese.



Il mercato regionale dei narcotici

L’aumento degli omicidi, sottolinea la testata, è direttamente legato a un mutamento del ruolo dell’Ecuador nel mercato continentale delle droghe. Da semplice Paese di transito, punto di snodo tra Perù e Colombia nonché trampolino marittimo verso Messico e America centrale, l’Ecuador si è via via trasformato in hub per grandi quantità di merce, mentre aumentano le operazioni di pulizia che portano a smantellare laboratori per la sintesi delle sostanze. Dinamiche che incentivano le guerre tra le nuove organizzazioni che si fanno largo in un panorama sbloccato dall’erosione del potere dei grandi cartelli di Messico e Colombia. Le 5.514 armi da fuoco illegali sequestrate nei primi mesi del 2021 sono per le autorità la prova indiretta dell’aumento di conflittualità tra bande ala ricerca di maggiori spazi di mercato.

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