Egitto ad Hamas: l’accordo per il cessate il fuoco deve includere lo scambio di prigionieri

Lo riferisce il quotidiano panarabo con sede a Londra “Al Arabi al Jadid”

Gerusalemme gaza

Hamas avrebbe ricevuto un messaggio dall’Egitto secondo cui il proseguimento dei negoziati su una tregua con Israele dovrà includere un accordo per lo scambio di prigionieri. Lo riferisce il quotidiano panarabo con sede a Londra “Al Arabi al Jadid”. Secondo il quotidiano, Israele starebbe facendo pressioni per collegare il rilascio dei prigionieri al benestare per l’avvio degli sforzi per la ricostruzione degli edifici della Striscia di Gaza distrutti durante il conflitto tra le Forze di difesa israeliane e Hamas durato dal 10 al 20 maggio. Ieri, una delegazione dell’intelligence egiziana si è recata nella Striscia di Gaza per incontrare il leader dell’ala militare di Hamas, le brigate Izz ad-Din al Qassam, Marwa Issa, per facilitare i colloqui sull’accordo per lo scambio di prigionieri. Hamas, dal canto suo, insiste nel tenere il rilascio dei prigionieri separato dalla tregua con Israele.



Attualmente a Gaza sono detenuti due civili israeliani, Avraham Avera Mengistu e Hisham a-Sayed, e le spoglie di due militari israeliani uccisi in combattimento nel 2014 di Oren Shaul e Hadar Goldin. Intanto, secondo il sito internet “Walla” ha riferito che il capo del servizio di intelligence egiziano Abbas Kamel, arriverà in Israele domani per colloqui con Netanyahu, il consigliere per la sicurezza nazionale Meir Ben-Shabba e altri alti funzionari della sicurezza israeliana. Kamel dovrebbe recarsi anche in visita a Ramallah per incontrare il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas prima di recarsi a Gaza per ulteriori colloqui sul mantenimento del cessate il fuoco. Sempre domani il ministro degli Esteri Gabi Ashkenazi si recherà al Cairo per colloqui con l’omologo egiziano Sameh Shoukry.

All’inizio di questa settimana il ministro della Difesa Benny Gantz ha dichiarato che Israele non consentirà la piena ricostruzione di Gaza o l’ingresso di qualsiasi aiuto non umanitario, fino a quando il gruppo terroristico non rilascerà i due prigionieri e i corpi dei militari uccisi nel 2014. Israele lavora da anni per garantire il rilascio dei corpi dei soldati e dei civili, spesso utilizzando come intermediario l’esercito egiziano, che mantiene rapporti sia con Gerusalemme che con Hamas.



Il movimento islamista al potere nella Striscia di Gaza ha chiesto in cambio il rilascio dei propri membri attualmente detenuti nelle carceri israeliane. A una settimana dal cessate il fuoco tra Israele e Hamas, i media israeliani hanno riferito che gli alti funzionari militari si starebbero preparando per un prossimo round di combattimenti con Hamas. Lo scorso 26 maggio il gruppo islamista ha infatti minacciato di riprendere gli attacchi missilistici se Israele cercherà di imporre un nuovo status quo a Gaza dopo i recenti combattimenti e la ripresa di omicidi mirati dei leader di Hamas.

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