Elezioni, nomine e bilancio unitario della Libia: l’intervista al deputato Salem Guneidi

Le dichiarazioni del parlamentare libico in un'intervista concessa ad "Agenzia Nova"

Libia - Salem Guneidi

Le elezioni del 24 dicembre, la Costituzione della “nuova Libia”, le nomine delle sette “posizioni sovrane”, l’approvazione del primo bilancio unitario dal 2014. Sono questi alcuni degli argomenti trattati oggi dal parlamentare libico Salem Guneidi, in un’intervista concessa ad “Agenzia Nova”. Il politico originario della città costiera occidentale di Zawiya ha definito “un disastro” la proposta di Base costituzionale avanzata dal comitato legale del Foro di dialogo politico libico. Il documento non è stato ancora approvato in modo formale ed è oggetto di aspre critiche, in particolare per quanto riguarda le modalità di elezione del futuro presidente libico (in modo diretto o indiretto) e i poteri del capo dello Stato.

Guneidi è uno dei 51 firmatari che ieri hanno chiesto l’adozione della bozza della Carta costituzionale redatta dall’Assemblea costituente nel 2017 come base temporanea per consentire le elezioni del 24 dicembre. “La proposta prevede che la Bozza di costituzione sia approvata per un periodo di quattro anni, solo per un mandato di presidenza, e che rimanga in vigore come costituzione temporanea: la Costituzione sarà modificata in seguito e su di essa si terrà un referendum nel quarto anno di presidenza”, ha aggiunto il parlamentare libico. La proposta, dunque, prevede di andare alle elezioni senza passare subito dal referendum (come invece chiede l’Alto Consiglio di Stato) e bypassa il lavoro del Foro di dialogo politico, l’organismo di 74 membri patrocinato dalle Nazioni Unite che appare ancora profondamente diviso sul tema.

Commentando le recenti dichiarazioni rilasciate in Marocco dal presidente della Camera dei rappresentanti Aguila Saleh, che ha sostanzialmente bocciato la Bozza di costituzione del 2017, Guneidi ha affermato che Saleh lavora da solo, non si consulta con nessuno dei deputati e rappresenta solo un piccolo gruppo dei parlamentari: “Saleh non ha il diritto di decidere a nome del popolo: tutti i parlamentari sono contrari e contro ciò che sta facendo”. Riguardo alle cosiddette “sette posizioni sovrane”, cioè i principali incarichi istituzionali del Paese, incluso il ruolo di governatore della Banca centrale, Guneidi ha criticato l’atteggiamento dell’Alto consiglio di Stato, il “Senato” di Tripoli che fa da contraltare alla Camera dei rappresentanti di Tobruk. “Da tempo il Consiglio causa problemi e lavora per opporsi a tutto ciò che propone la Camera dei rappresentanti“, ha detto il deputato a “Nova”. Se non fosse stato per il Consiglio di Stato, “avremmo già finito di selezionare queste posizioni”.

Infine, il deputato libico ha parlato anche del bilancio generale per l’anno 2021, che deve essere ancora approvato dal Parlamento. Guneidi ha definito “ottima” la proposta redatta dalla commissione Finanze della Camera dei rappresentanti. Visto il breve mandato dell’attuale governo di unità nazionale, che in teoria dovrebbe farsi da parte con le elezioni dicembre, l’esecutivo del premier Abdulhamid Dabaiba “non merita” l’ampio budget di circa 100 miliardi di dinari proposto al parlamento e respinto dai deputati. A seguito del fallimento della seduta del 24 maggio, la commissione Finanze del parlamento ha presentato una nuova bozza del bilancio generale unificato della Libia, più snella di circa il 25 per cento rispetto alla proposta originale del Governo. Il documento prevede solo quattro capitoli (stipendi e simili, spese di gestione ed esercizio, spese per lo sviluppo, spese per i sussidi) per un totale di 75,7 miliardi di dinari libici, corrispondenti a 16,9 miliardi di dollari Usa circa.

Vale la pena ricordare che il primo maxi-bilancio proposto dal Governo di unità nazionale del premier Abdulhamid Dabaiba prevede un budget di circa 100 miliardi di dinari, circa 4,5 miliardi di dollari in più rispetto alla nuova bozza. La proposta “light” è stata presentata dalla commissione Finanze della Camera dei rappresentanti libica dopo che l’esecutivo di Tripoli, per due volte, non è riuscito a presentare una proposta giudicata adeguata dai deputati. Una nuova seduta è prevista per lunedì 14 giugno, ma secondo il portavoce del governo di Tripoli, Mohammed Hammouda, i parlamentari discuteranno l’ultimo disegno di legge di bilancio presentato dal governo unitario nazionale, da 93 miliardi di dinari (circa 21 miliardi di dollari), “senza cambiamenti”.

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