Emirati, Al Shamsi: “Sfide della pandemia trasformate in opportunità di sviluppo”

In un’intervista ad “Agenzia Nova”, l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia

al Shamsi

Gli Emirati Arabi Uniti sono riusciti a trasformare, “le sfide della pandemia in un’opportunità di sviluppo e progresso”, grazie alla Strategia nazionale per l’industria e la tecnologia avanzata. Lo ha dichiarato un’intervista ad “Agenzia Nova”, l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, Omar Obaid al Shamsi. Come indicato dal diplomatico, la Strategia per l’industria e la tecnologia avanzata, denominata anche “Il progetto da 300 miliardi” (Dirham emiratini equivalenti a circa 67 miliardi di euro), è stata annunciata alla fine dello scorso marzo da Mohammad bin Rashid al Maktoum, emiro di Dubai, vicepresidente e primo ministro degli Emirati. La Strategia “mira a stimolare il settore industriale affinché diventi un caposaldo dell’economia nazionale, aumentandone il contributo al Pil da 133 miliardi di dirham a 300 (da 29 miliardi di euro a 66,9 miliardi di euro), attraverso una strategia nazionale omnicomprensiva, attuata dal ministero dell’Industria e Tecnologia avanzata, per un periodo di 10 anni”, afferma Al Shamsi. “L’obiettivo – prosegue – è di aumentare la produttività e i posti di lavoro; lanciare nuovi settori nell’industria del futuro, come la tecnologie dello Spazio e quelle sanitarie, i prodotti sostenibili e le applicazioni della Quarta rivoluzione industriale”.



Per l’ambasciatore, “il lancio di questa strategia mostra i punti di forza dell’economia degli Emirati, che è riuscita a trasformare le sfide della pandemia in un’opportunità di sviluppo e progresso”. Il diplomatico ricorda inoltre che la Strategia unisce il pubblico e il privato per reinventare il futuro delle industrie. “La decisione è stata presa per sviluppare le conoscenze e le competenze del nostro Paese, e formulare il nostro percorso verso una crescita sostenibile a lungo termine, a beneficio di tutta l’umanità. Gli Emirati, specialmente durante la pandemia, hanno dimostrato di possedere i requisiti che li qualificano ad essere un centro regionale per i servizi logistici”, prosegue Al Shamsi. L’ambasciatore ricorda in proposito “l’invio di aiuti in tutto il mondo proprio durante la pandemia, trasportando gli aiuti all’Organizzazione mondiale della sanità e del Programma alimentare mondiale tramite la Città internazionale per i servizi umanitari di Dubai a beneficio di 117 paesi, mentre più di 135 paesi hanno ricevuto aiuti diretti dagli Emirati Arabi Uniti”.

In merito alla genesi della nuova Strategia, Al Shamsi osserva che il settore industriale è stato “un importante attore dello sviluppo economico sin dall’istituzione della Federazione degli Emirati”, in particolare quello energetico e petrolchimico. Negli anni il settore industriale si è sviluppata tanto da includere il comparto alimentare, l’abbigliamento, l’industria pesante, quelle della difesa e altre ancora. “Nel 2018 – afferma il diplomatico – erano operative più di 33.000 aziende industriali negli Emirati, la maggior parte delle quali di piccole e medie dimensioni. La strategia nazionale mira a creare maggiori opportunità per le aziende emiratine, le quali potranno ricevere sostegno finanziario diretto e indiretto attraverso la Emirates Development Bank, oltre a consulenza, formazione, capacity building, esenzioni doganali e abilitazioni di qualità e competizione a livello locale e all’estero”. In questo contesto, Al Shamsi indica come vi siano undici settori cardine: sicurezza alimentare e sanitaria, industria aerospaziale e medica, energia pulita e rinnovabile, produzione di idrogeno, macchinari e attrezzature, prodotti chimici e minerari, industria high-tech, dispositivi elettronici ed elettrici, prodotti farmaceutici, alimenti e bevande.



In merito al ruolo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale all’interno della nuova Strategia industriale, l’ambasciatore Al Shamsi ricorda che “il consolidamento delle tecnologie avanzate è stato un elemento economico strategico negli Emirati Arabi Uniti negli ultimi due decenni”. Il diplomatico cita al riguardo la creazione di Dubai Internet City, lo sviluppo delle energie rinnovabili a Masdar City e l’uso dell’intelligenza artificiale nel programma di vaccinazione contro il Covid-19, sino al programma di esplorazione dello spazio che ha consentito al Paese di inviare con successo il 19 gennaio 2020 la sonda Hope che ha raggiunto Marte 9 febbraio 2021, rendendo gli Emirati il primo Paese arabo e il quinto al mondo a raggiungere il “Pianeta rosso”. “Non c’è dubbio che attrarre tecnologie avanzate accresca la competitività e la crescita dell’economia degli Emirati Arabi Uniti, i quali sono sempre proiettati verso il futuro. Uno dei principali obiettivi del ministero dell’Industria e della Tecnologia avanzata è quello di consentire agli Emirati di diventare un leader globale nelle industrie del futuro, scalando la posizione nell’indice Competitive Industrial Performance Index (Cip) dal 35mo al 25mo posto a livello globale nei prossimi dieci anni”, afferma l’ambasciatore Al Shamsi. “Nella strategia è inclusa anche la prima campagna del suo genere, atta a promuovere i prodotti emiratini con il brand ‘Made in the Uae’, in modo che questo marchio motivi le persone in tutto il mondo ad acquistarne i prodotti grazie ad una qualità superiore”, ricorda il diplomatico.

Infine, parlando del ruolo dei giovani nella nuova Strategia industriale, il diplomatico afferma che “sin dalla loro istituzione, gli Emirati hanno prestato grande attenzione ai giovani”. Per Al Shamsi “questo progetto avrà sicuramente un impatto positivo e si concentrerà sui talenti locali, fornendo ai giovani degli Emirati le competenze richieste per le industrie del futuro”. L’ambasciatore fa notare che il governo, per la prima volta al mondo, ha istituito un’agenda nazionale per i giovani sviluppata dagli stessi giovani: “Shamma Al Mazrouei, ha ricoperto la carica di Ministro di Stato per gli affari giovanili nel 2014 all’età di 21 anni, e tutti i membri del suo gruppo di lavoro sono della stessa generazione. Poiché la Emirates Development Bank è il catalizzatore e la motrice primaria dell’economia degli Emirati, essa opera per rafforzare il ruolo dei giovani e delle piccole e medie imprese, e fornire vari tipi di finanziamento, da quello regolare al capitale di rischio”.

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