ESCLUSIVA – Brexit, McAllister: “Si a flessibilità, ma nel Protocollo concordato con Regno Unito”

Ad "Agenzia Nova", il presidente della commissione Affari esteri del Parlamento europeo

mcallister

Il documento di comando presentato dal Regno Unito all’Unione europea richiede, in sintesi, di rinegoziare il Protocollo su Irlanda e Irlanda del Nord, e questo è inaccettabile per l’Ue. Per questo, il messaggio chiave di Bruxelles a Londra è sì alla flessibilità, ma all’interno del quadro del Protocollo, perché rinegoziare il testo di un accordo internazionale è inaccettabile. A dirlo ad “Agenzia Nova” è il presidente della commissione Affari esteri del Parlamento europeo, l’eurodeputato tedesco del Partito popolare europeo (Ppe), David McAllister, co-presidente del gruppo di contatto con il Regno Unito del Parlamento europeo. “Il protocollo è il risultato di mesi di negoziati nel 2019, che hanno avuto luogo sotto un’enorme pressione politica. Alla fine il protocollo è stato il compromesso, da un lato per evitare un confine duro sull’isola d’Irlanda e, dall’altro lato, per proteggere il mercato unico”, ha detto. “Il protocollo non è il problema, ma è parte della soluzione del problema. Il problema è Brexit. Ed è per questo che l’Ue è pronta a trovare un approccio pragmatico e flessibile, ma all’interno del quadro del protocollo” che “non può essere rinegoziato”, ha aggiunto.



McAllister ha sottolineato che “le proposte dovrebbero essere fatte e discusse”, ma che la parte britannica “sta cambiando in modo unilaterale le cose concordate congiuntamente”. Quello per definire le nuove relazioni tra le due sponde della Manica “è lungo percorso” e “la fiducia è essenziale”, mentre “le misure unilaterali prese da Londra stanno minando la fiducia”, e questo è “di importanza cruciale”. Il presidente ha ricordato che “entrambe le parti hanno promesso di adempiere gli obblighi dell’accordo di recesso e dell’accordo di cooperazione e commercio. Ed entrambe le parti devono farlo”. Ma dalla parte britannica c’è “una carenza di attuazione di alcune misure incluse nel Protocollo“. Sui motivi di questo comportamento, “una ragione potrebbe essere la situazione di politica interna in Irlanda del Nord”, ha detto McAllister. “Dai sondaggi in Nord Irlanda appare che il 50 per cento delle persone è d’accordo con il Protocollo, ma non l’altro 50 per cento. Tra gli unionisti e i lealisti il protocollo è visto come il primo passo per allontanare la Gran Bretagna e il Nord Irlanda. Secondo loro, l’Ue sta sostenendo i repubblicani in Nord Irlanda per aumentare il divario tra Gran Bretagna e Nord Irlanda. La risposta a questo è ovviamente il fatto che l’Ue è da sempre impegnata a preservare gli accordi del Venerdì Santo”, ha spiegato. Inoltre “noi comprendiamo le preoccupazioni delle persone in Irlanda del Nord e vogliamo facilitare la loro vita quotidiana, ma abbiamo anche l’obbligo di proteggere l’integrità del nostro mercato unico e l’Irlanda del Nord è, ora, più o meno integrata nel mercato unico e per questo dobbiamo far sì che le regole del mercato interno si applichino ai beni che entrano in Irlanda del Nord”, ha spiegato. Secondo McAllister, “la soluzione per l’80 per cento dei nostri problemi, come possiamo ridurre il numero dei controlli nel mar irlandese, ci sarebbe se il Regno Unito fosse d’accordo su un allineamento dinamico agli standard fitosanitari o per il bestiame. Se ci fosse un allineamento dinamico alle regole, così che possano garantire il rispetto degli alti standard del mercato unico, potremmo risolvere molti problemi. Ma la ragione principale è che il lato britannico non è pronto a farlo”, ha proseguito.

Il presidente ha sottolineato che “l’Ue è stata flessibile e pragmatica” e che “continuerà ad esserlo“. Ad esempio, “il 30 giugno, appena poche settimane fa, l’Ue ha deciso di trovare una soluzione flessibile per consegnare i prodotti medici dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord” e “stiamo cercando soluzioni pragmatiche e flessibili e continueremo ad essere flessibili. Ma la flessibilità del Parlamento (britannico) è esattamente all’opposto. Perché la flessibilità del Parlamento (britannico) è trascinare la cosa a lungo”. E a questo l’Ue dice di “no” perché “quello che è stato concordato nel Protocollo è un accordo internazionale, con obblighi internazionali. Pacta sunt servanda. E noi dobbiamo insistere affinché sia rispettato, per proteggere il nostro mercato unico”, ha ribadito. “Cosa succede ora? Io, ieri sera, ho letto nei dettagli i paragrafi del ‘documento di comando'” presentato da Londra. “Il mio suggerimento è che la Commissione europea guardi attentamente in agosto alle proposte del Regno Unito e che abbia una conversazione con il Regno Unito perché alcune delle proposte, dal mio punto di vista, non sono del tutto chiare”, ha detto. Quindi una conversazione “per chiedere chiarificazioni, spiegazioni, cosa queste proposte significano in pratica”, ha continuato. “E che poi in settembre si abbiano incontri ad alto livello tra ufficiali britannici e dell’Ue per vedere come procedere”, ha spiegato. Intanto, “mi aspetto che la procedura di infrazione, che è già iniziata a marzo a seguito delle azioni unilaterali prese dal Regno Unito, continui”, ha evidenziato. “Dobbiamo continuare a reagire in modo calmo, ma essere molto chiari e fermi sulle nostre posizioni e principi. Il messaggio chiave è: sì alla flessibilità, ma all’interno del quadro del Protocollo. Rinegoziare il Protocollo, no. E questo è il messaggio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, del vice presidente Maros Sefcovic, e di altri e questa è anche la mia linea come co-presidente del gruppo di contatto con il Regno Unito nel Parlamento europeo”, ha detto.



McAllister chiede al Regno Unito “di discutere i temi nelle istituzioni stabilite” come “la commissione speciale su Irlanda e Irlanda del Nord” e “la commissione congiunta” perché “questi sono i luoghi dove discutere”, ma “nello spirito di trovare soluzioni pragmatiche insieme”. Però “il modo con cui il Regno Unito sta gestendo tutto questo non aiuta” perché è fatto “di annunci unilaterali”, mentre “noi abbiamo bisogno di far in modo che la partnership tra noi funzioni” e dunque “abbiamo bisogno di una cooperazione bilaterale basata sulla fiducia”, ha scandito. In sintesi, “non vedo questo ‘paper’ con proposte britanniche come una possibile strada da seguire” perché sostanzialmente “significa che il Protocollo venga annullato, rinegoziato e questo è semplicemente inaccettabile per l’Ue”, ha aggiunto. Un altro punto toccato da McAllister è che “i problemi che stiamo affrontando in Nord Irlanda sono un risultato non solo della Brexit, ma del tipo di Brexit che il Regno Unito ha scelto. E’ stata una scelta britannica quella di lasciare l’Ue e il mercato unico e l’unione doganale. E tutti sapevano che questo avrebbe creato difficoltà per l’Irlanda del Nord. Entrambe le parti hanno concordato di evitare un confine duro sull’isola d’Irlanda”, ma “se si vuole evitare ogni tipo di interruzione e disagio nell’economia di tutta l’Irlanda, abbiamo bisogno di una soluzione speciale per il Nord Irlanda”, ha specificato. “So quanto sia rilevante questo punto, quanto sia un tema politicamente molto sentito in Irlanda del Nord, specialmente tra gli unionisti e i lealisti. Ma abbiamo bisogno di una reazione calma e coscienziosa”, ha ribadito McAllister.

In conclusione, “accolgo il fatto che con l’accordo di recesso e l’accordo commerciale e di cooperazione abbiamo una nuova partnership con il Regno Unito su basi legali solide. Ma entrambi i lati devono adempiere gli obblighi e la parte inglese al momento non lo sta facendo pienamente. E deve farlo”, ha ribadito. Però, “la palla è in campo inglese. Sta alla parte britannica far sì che la nostra partnership funzioni in termini pratici. Alla fine è anche nell’interesse del Regno Unito avere buone relazioni con l’Ue”, ha sottolineato. Intanto, da parte Ue, McAllister ha sottolineato che “tutti i 27 Stati membri sono impegnati a proteggere gli accordi del Venerdì Santo” perché “questo è il maggior risultato ottenuto dalle diplomazie europee, americana, irlandese e britannica, ai problemi e per trovarvi una conclusione nel 1999. E faremo di tutto per preservare pace e stabilità in Irlanda e Irlanda del Nord. E per questo abbiamo bisogno di soluzioni pratiche nel quadro del Protocollo”, ha concluso.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

TAGS