Esercitazione Falcon Strike: F-35B italiani e britannici insieme per simulare scenari futuri

Dal 7 al 15 giugno l’attività coinvolgerà circa 600 persone provenienti da Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Israele e oltre 50 velivoli

I mutevoli potenziali scenari operativi futuri evidenziano la necessità di un lavoro di squadra tra sistemi d’arma di Paesi partner, oltre all’importanza di avere velivoli in grado di atterrare, decollare e rifornirsi di carburante su piste “non standard”. E’ in questo contesto che si inserisce Falcon Strike, l’esercitazione multinazionale e multi-dominio, basata su aeromobili di quinta generazione F-35 che operano in uno scenario di quinta generazione. Dal 7 al 15 giugno l’attività coinvolgerà circa 600 persone provenienti dalle quattro nazioni partecipanti (Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Israele) e oltre 50 velivoli. Oggi, in particolare, si è svolta a Pantelleria l’Expeditionary Combat Support Event (Ecse), ovvero un evento durante il quale due F-35B, uno del 32esimo stormo dell’Aeronautica militare e uno del Regno Unito, quest’ultimo decollato dalla portaerei Queen Elisabeth in transito nel Mediterraneo, sono atterrati simulando una realtà operativa in zona di operazioni. Dopo l’atterraggio, i due velivoli – prima quello italiano e successivamente quello britannico – hanno fatto rifornimento mantenendo i motori accesi (in gergo tecnico hot-pit) tramite il sistema Air Landed Aircraft Refuelling Point (Alarp) installato su un KC-130J della 46esima Brigata aerea di Pisa. Il sistema Alarp garantisce il rifornimento di carburante avio prelevando il combustibile direttamente dai serbatori del velivolo KC-130J. Questo scenario, in contesti operativi, garantisce di operare in sicurezza e laddove l’aeroporto o la pista, cosiddetta “bare”, non offra i servizi minimi di sostegno.

La capacità expeditionary (ovvero la capacità di “proiettare le proprie Forze”) si lega in maniera logica e naturale alle caratteristiche distintive del potere aerospaziale dell’Aeronautica militare (quota, velocità, raggio d’azione, tempestività e presenza virtuale, comando e controllo) contando su tempi ridotti /contenuti e sostenendo nel tempo gli effetti che la componente aerospaziale può generare in diverse forme e modalità. Questa capacità esalta il ruolo di potere aerospaziale caratterizzato da maggiore flessibilità e capacità di adattamento rispetto alle forze di superficie. Attualmente l’Aeronautica militare usa sia il velivolo Joint Stright Fighter (Jsf) nella versione A, Conventional Take-Off and Landing (Ctol), ovvero la versione a decollo e atterraggio convenzionale, che, dal 2020, la versione B, Short Take-Off and Vertical Landing (Stovl), ovvero la versione a decollo corto e atterraggio verticale per l’impiego sia su piste non convenzionali che su unità navali.

F35B

In molti teatri operativi sono presenti piste e aviosuperfici non idonee alle operazioni di velivoli a decollo standard, con la conseguente necessità di schierare questi ultimi in basi di rischieramento avanzate spesso lontane dal teatro di operazioni vero e proprio, con un incremento di costi e rischi operativi dovuti ad un aumento delle distanze da coprire durante le missioni. Avere, invece, a disposizione velivoli a decollo corto e atterraggio verticale offre flessibilità e migliore capacità di impiego al mezzo aereo, consentendo il posizionamento dei velivoli in prossimità delle aree d’operazione – sin dalle prime fasi del build-up delle forze – riducendo i tempi di intervento a supporto delle forze. Attraverso “l’F-35B l’Aeronautica militare vorrebbe riacquisire una capacità di utilizzo a dimensioni più contenute rispetto agli standard Nato”, ha detto ai giornalisti il generale Gianni Candotti, comandante della Squadra aerea, dopo l’esercitazione di oggi a Pantelleria. La disponibilità di piste nel mondo cresce se si prendono in considerazione quelle più piccole, utilizzabili da determinati velivoli, che possono quindi operare anche dalle portaerei, ha evidenziato l’alto ufficiale. Candotti si è soffermato anche sull’esperienza condivisa che “è assolutamente importante”. “Questa versione dell’F35 la usiamo noi e i britannici. Stiamo esplorando possibilità di cooperazione futura, che potrebbero vederci lavorare insieme in scenari futuri”, ha affermato il generale. Il comandante della Squadra aerea ha poi chiarito che “nessuno ha la possibilità di fare un’operazione militare aerea complessa da solo. E’ l’insieme che deve essere amalgamato e deve fare squadra per raggiungere un risultato”. “I numeri che noi abbiamo – alla stregua di quelli di altri partner – non sono sufficienti per creare la massa di sortite giornaliere che l’Alleanza atlantica o altre organizzazioni ci richiedono”. Pertanto, ha concluso il generale Candotti “è’ necessario mettere insieme le forze, quindi lavorare con dei partner. Oggi fatto un passetto in più, oggi abbiamo portato un partner. Non è immediato portare un aereo di quel tipo per la prima volta su una struttura come quella di Pantelleria”.

esercitazione

L’esercitazione, sotto il comando e controllo del Comando operazioni aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), ha l’obiettivo di riprodurre uno scenario operativo in cui si svolgono operazioni aeree complesse con assetti di quinta generazione appartenenti a diverse nazioni. Gli scenari esercitativi sono stati creati per offrire agli equipaggi di volo ed ai team di supporto un contesto complesso, altamente mutevole e non permissivo, in cui potersi addestrare in varie tipologie di missioni, tra cui la protezione di assetti aerei di alto valore, le operazioni di Close Air Support, l’interdizione aerea con gestione strategica e tattica, il supporto alle forze speciali a terra, le operazioni di targeting dinamico. L’evento addestrativo si inserisce nel processo di integrazione fra sistemi d’arma di quarta e quinta generazione che la Forza armata sta portando avanti in modo intensivo sin dall’ingresso in linea del nuovo caccia F-35, consentendo sia di migliorare la prontezza al combattimento dei Reparti Operativi della Forza Armata, sia di favorire la standardizzazione tra Paesi alleati in termini di metodologie addestrative e tattiche operative comuni.

L’esercitazione, la cui guida è affidata all’Aeronautica militare, ha come base principale di rischieramento il 32esimo Stormo di Amendola, ma vede al contempo coinvolte altre basi dell’Am in funzione di supporto, tra cui quella del 37esimo Stormo di Trapani e del Reparto di standardizzazione e Tiro Aereo di Decimomannu. L’attività di “hot pit” con sistema Alarp di oggi si è svolta presso il Distaccamento aeroportuale di Pantelleria, sotto il comando del tenente colonnello Francesco De Astis, davanti allo storico hangar Nervi, risalente al 1939. La struttura tuttora funzionante, utilizzata per il ricovero e la manutenzione dei velivoli, non ha subito danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

esercitazione am

 

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