Etiopia: ambasciata Usa invita connazionali a lasciare il Paese “il prima possibile”

Nel frattempo l'esercito richiama i riservisti per fronteggiare l'avanzata tigrina

ambasciata usa in etiopia - sanzioni eritrea

L’ambasciata statunitense ad Addis Abeba ha invitato a tutti i suoi connazionali presenti in Etiopia a lasciare il Paese “il prima possibile”. È quanto si legge in una dichiarazione pubblicata sul sito web dell’ambasciata. “L’ambiente di sicurezza in Etiopia è molto fluido. Consigliamo ai cittadini statunitensi che si trovano in Etiopia di lasciare il Paese il prima possibile”, afferma la nota. L’ambasciata si è detta anche “allarmata” dalle notizie di una ulteriore espansione del conflitto nelle regioni di Amhara e Afar, che non fa che prolungare la crisi umanitaria che sta affliggendo la popolazione etiope. “Tutte le parti devono avviare negoziati per il cessate il fuoco senza precondizioni”, si legge in un tweet dell’ambasciata.



Nel frattempo, stando agli ultimi sviluppi sul terreno, si continua a combattere lungo l’autostrada A2 nei pressi di Ataye, mentre diversi raid aerei dell’aviazione federale etiope sono stati segnalati a sud di Kemise, anche se non ci sono notizie su quanti danni abbiano causato. Inoltre, stando ad alcune fonti di stampa, le truppe del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) e dell’Esercito di liberazione oromo (Ola) avrebbero preso il controllo della città di Shewa Robit, situata a 220 chilometri della capitale, Addis Abeba, e ora si starebbero dirigendo a Debre Birhan, a 130 chilometri dalla capitale: su quest’ultima informazione, tuttavia, le informazioni sono ancora contrastanti.

Diversi gruppi ribelli e di opposizione etiopi hanno siglato a Washington l’accordo per la formazione del Fronte unito delle forze federaliste etiopi, un’alleanza politica che ha l’obiettivo di stabilire un governo di transizione in caso di caduta dell’attuale esecutivo guidato dal premier Abiy Ahmed. L’annuncio è avvenuto nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Washington dai rappresentanti della nuova alleanza che conta un totale di nove gruppi: il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), l’Esrecito di liberazione oromo (Ola), il Fronte dell’unità democratica rivoluzionaria afar, il Movimento democratico agaw, il Movimento di liberazione popolare di Benishangul, l’Esercito di liberazione del popolo di Gambella, il Movimento globale per i diritti e la giustizia kimant/ Partito democratico kimant, il Fronte di liberazione nazionale sidama e la Resistenza dello Stato somalo. La firma è avvenuta in concomitanza con la visita in Etiopia dell’inviato degli Stati Uniti per il Corno d’Africa, Jeffrey Feltman.



Le Forze di difesa nazionali etiopi (Endf) hanno ordinato all’ex personale militare di registrarsi ed unirsi all’esercito nazionale nella lotta contro le forze “terroristiche” del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). In una nota rilanciata dall’emittente statale “Fbc”, le Endf invitano gli ex membri delle forze armate “che hanno capacità fisiche tra cui salute generale, prontezza mentale, conoscenza ed esperienza” a registrarsi tra il 10 e il 24 novembre. Tra i requisiti generali elencati per la registrazione degli ex militari ci sono “il riconoscimento della Costituzione della Repubblica federale democratica d’Etiopia” e quello della “sovranità e dell’unità del popolo”. I riservisti sono inoltre tenuti ad essere estranei a qualsiasi partito politico e a non aver commesso reati sia penali che civili, oltre che ad avere “esperienze di leadership” militari o ad aver prestato servizio come addestratori in qualsiasi centro di addestramento militare.

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