Etiopia: Biden autorizza le sanzioni contro gli autori di crimini di guerra nel Tigrè

Lo rende noto la Casa Bianca in un comunicato

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha firmato oggi un nuovo ordine esecutivo che autorizza dure sanzioni contro i colpevoli di crimini nel conflitto in corso nella regione etiope del Tigrè. Lo rende noto la Casa Bianca in un comunicato. “Il conflitto in corso nel nord dell’Etiopia è una tragedia che causa immense sofferenze umane e minaccia l’unità dello Stato etiope”, afferma Biden, ribadendo che gli Stati Uniti “sono determinati a spingere per una risoluzione pacifica di questo conflitto” e a fornire “pieno sostegno a coloro che guidano gli sforzi di mediazione”. “Mi unisco ai leader di tutta l’Africa e di tutto il mondo nell’esortare le parti in conflitto a fermare le loro campagne militari nel rispetto dei diritti umani, consentire l’accesso umanitario senza ostacoli e venire al tavolo dei negoziati senza precondizioni”, ha detto ancora il presidente Usa. Secondo una fonte dell’amministrazione citata dall’emittente “Cnn”, Washington “è pronta a intraprendere un’azione aggressiva” a meno che le parti coinvolte nel conflitto – il governo etiope, il governo eritreo, il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) ed il governo regionale di Amhara – “non prendano provvedimenti significativi per avviare colloqui al fine di concordare un cessate il fuoco negoziato e consentire un accesso umanitario senza ostacoli”. Non è tuttavia sul tavolo l’opzione militare.



Nel documento, Biden torna a chiedere il ritiro delle truppe eritree dall’Etiopia, una presenza ormai consolidata da mesi e su cui pesano ripetute denunce di abusi dei diritti umani. L’ultima, fresca di pubblicazione, è contenuta nel rapporto dell’ong Human Rights Watch (Hrw), che ha condannato ancora una volta gli abusi commessi contro i rifugiati eritrei dalle forze militari impegnate nel conflitto etiope del Tigrè. Hrw riferisce di ripetuti casi di violenze, stupri, uccisioni e detenzioni arbitrarie dei rifugiati nel nord dell’Etiopia, dove migliaia di eritrei vivevano da anni nei campi umanitari prima dell’avvio del conflitto. “Gli orribili omicidi, stupri e saccheggi contro i rifugiati eritrei nel Tigrè sono evidenti crimini di guerra”, ha affermato Laetitia Bader, direttore di Hrw per il Corno d’Africa, mentre nessun commento è giunto dalle autorità di Asmara, che in precedenza hanno più volte respinto qualsiasi accusa di abuso da parte dei propri militari. Accusati a loro volta di aver abusato dei civili e distrutto scuole ed istituti sanitari nel quadro del conflitto, i combattenti del Fronte popolare di liberazione del Tigrè (Tplf) hanno osservato che nelle zone interessate dagli abusi c’è “un’enorme presenza dell’esercito eritreo”, ma che non si possono escludere anche episodi di violenza da parte di gruppi di vigilanza locali. Gran parte del lavoro di Hrw si è concentrato sui due campi di Shimelba e Hitsats, che sono stati distrutti durante i combattimenti. Secondo l’ong, un totale di 7.643 sui 20 mila rifugiati che vivevano nei campi di Hitsats e Shimelba sono ancora dispersi. Prima dell’avvio del conflitto, lo scorso novembre, l’Etiopia ospitava circa 150mila rifugiati eritrei.

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