Etiopia: fonti stampa, droni iraniani utilizzati dalle forze federali nel conflitto del Tigrè

Gli esperti di Bellingcat citano "filmati di feed di droni trasmessi nel 2019 su un canale di notizie iraniano"

droni iran

Citando immagini condivise su Internet, diversi media negli ultimi giorni hanno riferito che la Forza di difesa nazionale etiope (Endf) starebbe utilizzando veicoli aerei senza pilota (Uav) Mohajer-6 di fabbricazione iraniana per contrastare nella guerra civile che stanno combattendo contro le Forze di difesa del Tigrè (Tdf), braccio armato del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). Lo riporta oggi il sito d’informazione “The Defence Post”, specializzato in notizie di difesa, che cita a sua volta il sito web di verifica dei fatti “Bellingcat” e alcuni ricercatori open source che hanno geolocalizzato in modo indipendente le immagini che sono state scattate all’aeroporto di Semera, nella regione etiope degli Afar (attualmente controllata dalle forze federali), e che ritraggono il primo ministro etiope Abiy Ahmed in visita a un aeroporto militare con quello che sembra appunto essere un drone iraniano Mohajer-6 sullo sfondo. Resta al momento sconosciuta l’identità di chi abbia scattato le foto. Analizzando l’immagine, che secondo quanto riferito è apparsa per la prima volta lo scorso 3 aprile, Bellingcat ha individuato un aereo e una stazione di controllo a terra (Gcs) utilizzata per controllare un Uav, che mostra sugli schermi l’interfaccia di un software simile a quello utilizzato dalle forze di sicurezza iraniane, in particolare dai Guardiani della rivoluzione.



Gli esperti di Bellingcat citano “filmati di feed di droni trasmessi nel 2019 su un canale di notizie iraniano” per sottolineare le somiglianze tra i due programmi software. “Varie rilevazioni, come il misuratore di latitudine-longitudine, sono disposte esattamente allo stesso modo sullo schermo. Lo stesso mirino distinto può essere visto anche in entrambe le immagini. Questi punti in comune suggeriscono che entrambi i droni utilizzano un software simile di Intelligence, Surveillance, Target Acquisition e Reconnaissance (Istar)”, affermano gli esperti, sostenendo che “il feed dei droni visto all’aeroporto di Semera è molto diverso dai filmati di feed dei droni pubblicamente disponibili per i droni cinesi, turchi, iraniani e statunitensi”. Il sito web ha quindi misurato fisicamente le immagini satellitari – ottenute lo scorso 2 agosto – di due velivoli sull’asfalto e ha escluso che si tratti dei cinesi Wing Loong II, CH-4 e CH-5 o del turco Bayraktar TB-2. Analizzando le immagini del velivolo, Bellingcat ha inoltre constatato una somiglianza tra la forma del carrello di atterraggio a quella del drone Mohajer-6.

Al momento non è arrivata nessuna conferma ufficiale, né da parte etiope né da quella iraniana. Teheran ha finora esportato i suoi droni da combattimento e da ricognizione alle milizie satellite in Libano (Hezbollah), Iraq (Unità della Mobilitazione popolare sciita), Yemen (Houti) e Gaza (Hamas). Se tali affermazioni si dimostreranno vere, l’Etiopia sarà il primo Paese sovrano ad aver ricevuto droni di fabbricazione iraniana. Il settimanale “Arab Weekly”, citando fonti dell’opposizione etiope, ha affermato che la Endf ha utilizzato droni contro i ribelli da quando sono scoppiati i combattimenti nella regione del Tigrè, nel novembre dello scorso anno. Negli ultimi giorni sono circolate sui media internazionali diverse notizie circa un presunto accordo fra Etiopia e Turchia per l’utilizzo di droni turchi nel conflitto contro i tigrini. In occasione della visita effettuata la scorsa settimana ad Ankara, il premier etiope Abiy Ahmed ha incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan con il quale ha firmato una serie di accordi nel settore della difesa. Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti diplomatici africani, tra gli accordi ci sarebbe anche quello per la fornitura di un numero non precisato di droni Bayraktar – TB2 e Anka – di fabbricazione turca.



Inoltre, è notizia del mese scorso che le autorità dell’Etiopia, con l’ausilio di tecnici turchi, starebbero lavorando alla costruzione di dieci droni i cui materiali sono stati forniti dalla Turchia. Secondo quanto rivelato da fonti vicine all’amministrazione tigrina citate dal sito d’informazione “Eritrea Hub”, i droni sarebbero impiegati sia per la sorveglianza che per l’uso tattico e sono in fase di costruzione in un centro di addestramento di proprietà dell’Agenzia di intelligence e sicurezza etiope (Insa). Le stesse fonti hanno riferito che il direttore generale dell’Insa, Temesgen Tiruneh, è il responsabile generale del programma e il primo ministro Abiy Ahmed visiterebbe frequentemente il sito per monitorare l’andamento dei lavori. Inoltre, stando a quanto riferito da “Eritrea Hub”, sarebbe in fase di costruzione anche una pista da cui lanciare i droni, situata a una decina di chilometri dal centro di Addis Abeba. Non è la prima volta che giungono segnalazioni simili da quando è scoppiata la guerra nel Tigrè, nel novembre scorso. Nelle prime settimane di conflitto, il portavoce del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), Getachew Ruda, aveva infatti accusato le forze federali etiopi impegnate nell’offensiva regionale di fare ricorso a droni forniti dagli Emirati Arabi Uniti. L’informazione, rilanciata per primo dal sito specializzato “Military Africa”, non ha mai trovato riscontri ufficiali.

Non è un mistero, del resto, che gli Emirati dispongano di una base militare nell’aeroporto di Assab, in Eritrea, città strategica situata lungo la costa occidentale del mar Rosso. La base, realizzata inizialmente per sostenere le operazioni militari attraverso il mar Rosso nello Yemen, dispone di diversi veicoli aerei da combattimento senza pilota Wing Loong II acquisiti dalla Cina, come messo in luce nell’agosto 2018 da immagini satellitari pubblicate dalla piattaforma DigitalGlobe, specializzata in immagini geo-spaziali. Sarebbe proprio da Assab, secondo le accuse dei tigrini, che i droni emiratini condurrebbero i raid contro le postazioni del Tplf. Gli Emirati hanno acquistato droni Wing Loong II dalla Cina nel 2017 e in precedenza, nel 2013, avevano acquistato droni Predator dagli Stati Uniti. Abu Dhabi dispone inoltre dell’Ucav United 40, prodotto localmente e che ha volato per la prima volta nel 2013, e ha ordinato di recente ulteriori Seeker 400 dal Sudafrica.

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