Etiopia: forze tigrine annunciano la presa delle città di Ataye e Senbete, nella regione degli Amara

La rivendicazione giunge dopo che le forze tigrine hanno interrotto la strada di collegamento fra Addis Abeba e Gibuti

Etiopia-tigrini

Le Forze di difesa del Tigrè (Tdf), braccio armato del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), hanno rivendicato la conquista delle città di Ataye e Senbete, nella regione degli Amara, situate a sud di Kemise, città strategica di cui hanno già preso il controllo da alcune settimane. Lo riferiscono fonti tigrine secondo cui il Tdf è avanzato fino alla località di Segno Gebeya, situata poco meno di 200 chilometri a sud-est di Bahir Dar, capoluogo della regione degli Amara. La rivendicazione giunge dopo che le forze tigrine hanno interrotto da giorni la principale strada di collegamento fra Addis Abeba e Gibuti e sono sul punto di conquistare la città di Mille, situata nella regione settentrionale di Afar. Lo riferiscono fonti stampa locali, ricordando che Mille è situata sulla strada che collega la capitale etiope a Gibuti e all’incrocio delle due strade – la A1 che attraversa il Parco nazionale di Yangudi-Rassa e la B11 che passa da Dessiè e Kombolcha, già in mano tigrina – che consentono di rifornire Addis Abeba da Gibuti. Interrompendo le principali vie di accesso commerciali dal mare, con la conquista di Mille i tigrini possono mettere in forte difficoltà il governo del premier Abiy Ahmed.



Secondo le fonti, i combattenti tigrini avanzano decisi verso la città da più punti e ne hanno annunciato l’imminente conquista dopo settimane di combattimenti contro l’esercito etiope ed alleato. Dopo aver preso le vicine città – ritenute strategiche – di Dessiè e Kombolcha, le forze del Tplf sostenute dalle milizie alleate sono attualmente posizionate a poco più di 300 chilometri dalla capitale, mentre il governo federale ha fatto una nuova chiamata alle armi per resistere all’offensiva ed il personale diplomatico e i collaboratori internazionali hanno iniziato a rimpatriare. L’attività diplomatica internazionale si è intanto intensificata dopo che giovedì scorso il governo del premier Abiy Ahmed ha stabilito tre condizioni per possibili colloqui con il Tplf: si chiede ai tigrini di fermare gli attacchi in corso, di ritirarsi dalle aree conquistate nelle regioni settentrionali di Amhara e Afar e di riconoscere la legittimità di questo governo. Dopo la visita dell’ex presidente nigeriano ed inviato speciale dell’Unione africana per il Corno d’Africa Olusegun Obasanjo e quella dell’omologo Usa Jeffrey Feltman, anche il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta è arrivato oggi in Etiopia per tentare di mediare nella risoluzione del conflitto.

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