Etiopia, il portavoce del governo: “Il premier Ahmed ha raggiunto il fronte del conflitto”

Il vice primo ministro Demeke Mekonnen Hassen si occuperà degli affari correnti del governo durante la sua assenza

Etiopia - - -

Il primo ministro etiope Abiy Ahmed si è recato sulla prima linea del conflitto per partecipare alle operazioni delle truppe federali contro il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa il portavoce del governo, Legesse Tulu, precisando che il vice primo ministro Demeke Mekonnen Hassen si occuperà degli affari correnti del governo durante la sua assenza. È quanto riferisce l’emittente statale “Fbc”. All’inizio di questa settimana era stato lo stesso Ahmed ad annunciare la sua intenzione di recarsi sul fronte per combattere contro il Tplf, che da settimane sta avanzando minacciosamente verso Addis Abeba. In un post sui social media condiviso questa sera, Abiy ha detto: “È tempo di guidare il Paese attraverso il sacrificio. Domani mi unirò al fronte per guidare le forze di difesa”. Facendo appello agli etiopi, il primo ministro ha aggiunto: “Coloro di voi che aspirano a essere ricordati nella storia, si sacrifichino per il proprio Paese. Ci vediamo al fronte”, ha detto Ahmed, assicurando che il vuoto amministrativo sarà riempito da funzionari federali e regionali che lavoreranno “più duramente che mai al massimo delle loro capacità per svolgere attività amministrative e di sviluppo”.



Nel suo messaggio rivolto al popolo etiope, Ahmed ha promesso di respingere “nemici interni ed esterni” che ha accusato di aver tentato di costruire la propria forza sulla debolezza dell’Etiopia. “Il piano dell’Etiopia era di andare avanti insieme senza abbandonare nessuno”, ha detto il primo ministro, aggiungendo: “Ecco perché abbiamo concentrato la nostra politica estera sui nostri vicini. Questa lotta è la lotta di tutti i neri. La campagna contro l’Etiopia è una cospirazione per minare la storia, la cultura, l’identità e la dignità dei neri e umiliarli sottomettendo il loro simbolo di libertà, l’Etiopia”. Il primo ministro etiope ha inoltre invitato tutti i neri a sostenere l’Etiopia in uno spirito di panafricanismo. “Non c’è più tempo per criticare da lontano”, ha detto il premier, aggiungendo: “Facciamo quello che dobbiamo fare noi stessi. Siamo tutto ciò che ha l’Etiopia”. Ahmed ha concluso il suo messaggio ribadendo il suo impegno: “Il nome Etiopia è il nome dei vincitori, è un simbolo di libertà. Non ho dubbi che la mia generazione pagherà il prezzo in suo nome e scriverà la sua vittoria nell’oro”.

Il tutto mentre le forze del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) sono prossime alla conquista della città di Debre Berhan, situata nella regione degli Amhara a circa 130 chilometri dalla capitale Addis Abeba. Lo riferiscono fonti locali citate dall’emittente “Sky News Arabia”. Pesanti combattimenti sono in corso nel frattempo lungo la strada per Debre Sina, sempre nella regione di Amhara. Di fronte a una situazione della sicurezza che si fa sempre più precaria, ieri le Nazioni Unite hanno emesso un avviso di sicurezza per evacuare i familiari del loro personale internazionale. Una misura simile è stata annunciata dalle ambasciate di Francia e Germania, così come dal dipartimento di Stato Usa che ha invitato i cittadini statunitensi a lasciare l’Etiopia il prima possibile. In precedenza l’ambasciata degli Stati Uniti ad Addis Abeba aveva avvertito i suoi concittadini di un possibile attacco terroristico in Etiopia dice che potrebbe verificarsi nella capitale e in altre città mentre infuria la guerra tra le truppe federali e le forze del Tplf. “I terroristi possono attaccare con poco o nessun preavviso, prendendo di mira strutture diplomatiche, località turistiche, snodi di trasporto, mercati/centri commerciali, aziende occidentali, ristoranti, resort, strutture del governo locale e altre aree pubbliche. I cittadini statunitensi sono fortemente incoraggiati a mantenere un alto livello di vigilanza ed evitare le zone frequentate da stranieri”, si legge in un avviso di sicurezza emesso dall’ambasciata, in cui si consigliano i cittadini statunitensi ancora nel Paese di iscriversi allo Smart Traveler Enrollment Program (Step) per ricevere aggiornamenti di sicurezza e per assicurarsi di poter essere localizzati in caso di emergenza.



 

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