Etiopia: il premier Ahmed invita la popolazione al “sacrificio per salvare il Paese”

Il messaggio giunge dopo l'accordo firmato a Washington per la formazione di un ampio fronte anti-governativo

Abiy Ahmed-Etiopia

L’Etiopia deve essere pronta a fare “sacrifici” per “salvarsi”. Così su Twitter il primo ministro Abiy Ahmed, mentre i ribelli tigrini e oromo continuano ad avanzare verso la capitale Addis Abeba. Il messaggio giunge all’indomani dell’accordo firmato a Washington per la formazione di un ampio fronte anti-governativo. L’intesa è stata firmata da nove gruppi: il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), l’Esrecito di liberazione oromo (Ola), il Fronte dell’unità democratica rivoluzionaria afar, il Movimento democratico agaw, il Movimento di liberazione popolare di Benishangul, l’Esercito di liberazione del popolo di Gambella, il Movimento globale per i diritti e la giustizia kimant/ Partito democratico kimant, il Fronte di liberazione nazionale sidama e la Resistenza dello Stato somalo.



“Ci sono dei sacrifici da compiere, ma quei sacrifici salveranno l’Etiopia. Abbiamo visto che le prove e gli ostacoli ci rendono più forti. Abbiamo più alleati della gente che ci ha voltato le spalle. Per noi etiopi morire per la nostra sovranità, per l’unità e per l’identità è un onore. Non c’è ‘etiopianismo’ senza sacrificio”, ha scritto Abiy Ahmed nel messaggio odierno. Oggi intanto gli Stati Uniti hanno ordinato l’evacuazione di tutto il personale governativo non di emergenza e delle rispettive famiglie dall’Etiopia, dove prosegue l’avanzata verso Addis Abeba degli insorti tigrini e oromo. Lo si legge in un comunicato del dipartimento di Stato, che invita inoltre tutti i cittadini a evitare viaggi nel Paese africano a causa del conflitto armato, delle interruzioni delle comunicazioni, dei crimini e di possibili attività terroristiche nelle aree di frontiera. Il dipartimento consiglia a tutti i cittadini attualmente presenti in Etiopia di utilizzare ogni volo commerciale disponibile per lasciare il Paese.

“I viaggi in Etiopia non sono sicuri a causa del conflitto armato in corso. Sono in corso incidenti legati all’insurrezione civile e a violenze etniche. La situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente e causare carenze di forniture, blackout delle linee di comunicazione e interruzioni dei voli”, si legge nel comunicato, che ricorda come il governo di Addis Abeba abbia dichiarato lo stato d’emergenza lo scorso 2 novembre. L’ambasciata Usa in Etiopia resta aperta e in grado di processare le richieste di passaporto di quanti si preparano a partire, assicurando inoltre il rimpatrio dei cittadini statunitensi che non possono permettersi l’acquisto di biglietti aerei per gli Usa.



Nelle scorse ore anche il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale dell’Italia ha sconsigliato ai connazionali di recarsi in Etiopia, invitando gli italiani già presenti a utilizzare i voli commerciali disponibili per lasciare il Paese. Lo si legge in un aggiornamento apparso sul sito “Viaggiare sicuri”. “In ragione della fluidità della situazione nel Paese e del possibile peggioramento del quadro generale di sicurezza anche nella capitale – scrive la Farnesina – si sconsiglia fortemente ai connazionali di recarsi in Etiopia. Il governo etiope ha proclamato lo stato di emergenza nazionale. Si continuano a registrare scontri militari nel distretto di Wollo (Dessie, Kombolcha, Kemise), ed in altre aree delle regioni Amhara ed Afar. Dato l’incremento di posti di blocco e di perquisizioni nelle abitazioni private, anche della comunità internazionale, ai connazionali tuttora presenti in Etiopia si suggerisce di utilizzare i voli commerciali disponibili per lasciare il Paese”.

In ogni caso, prosegue l’aggiornamento, si raccomanda di limitare al massimo gli spostamenti e di portare sempre con sé un documento di identità. L’ambasciata rimane a disposizione per le emergenze attraverso il numero telefonico: 00251 911247513. Tutti i connazionali sono pregati di visionare la pagina “Sicurezza” dell’ambasciata d’Italia ad Addis Abeba per gli aggiornamenti. I connazionali al momento in Etiopia che per ragioni di lavoro indifferibili e/o di estrema urgenza devono recarsi fuori da Addis Abeba sono necessari comunque di segnalare i propri contatti, l’itinerario e la destinazione finale all’indirizzo: consolato.addisabeba@esteri.it. L’ambasciata d’Italia ad Addis Abeba rimane pienamente operativa.

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