Etiopia: il Tplf rifiuta il cessate il fuoco, prima ripristino dei servizi e ritiro delle truppe eritree

"Non faremo parte di uno scherzo del genere", ha detto Getachew Reda membro esecutivo del Tplf

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Il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) ha rifiutato l’offerta di cessate il fuoco avanzata parte del governo di Addis Abeba dopo la riconquista di Macallè da parte delle forze tigrine, chiedendo il ritiro delle truppe eritree prima di accettare un eventuale accordo. “Non siamo parte e non faremo parte di uno scherzo del genere”, ha detto Getachew Reda, membro esecutivo del Tplf ed ex portavoce del governo etiope, che in un’intervista telefonica pubblicata dall’emittente statunitense “Cnn” ha chiesto il ripristino immediato dei servizi nel Tigrè, comprese le linee elettriche e di telecomunicazione. “Se (il premier dell’Etiopia Abiy Ahmed) è interessato a un cessate il fuoco, affronti questi problemi“, ha detto Reda. “Non puoi tagliare l’elettricità e i servizi e aspettarti di fare la pace”, ha aggiunto il membro della leadership tigrina, confermando che la capitale tigrina Macallè è ora “saldamente nelle mani delle nostre forze” e che i combattimenti con l’esercito etiope stanno proseguendo a est della città. “Vogliamo arrecare il maggior danno possibile di capacità nemiche. Se è quello che serve, raggiungeremo Asmara”, ha poi aggiunto.



Il governo dell’Etiopia ha dichiarato lunedì sera un cessate il fuoco immediato e unilaterale nella regione del Tigrè dopo che le Forze di difesa del Tigrè (Tdf), braccio armato del Tplf, sono entrate nella città di Macallè quasi otto mesi dopo la conquista da parte delle forze federali. Lo ha annunciato il governo di Addis Abeba in una nota ripresa dai media locali, precisando che il cessate il fuoco durerà fino alla fine della stagione della semina, a settembre. Il governo ha anche ordinato a tutte le autorità federali e regionali di rispettare il cessate il fuoco. “Il governo ha la responsabilità di trovare una soluzione politica al problema”, ha detto il capo dell’amministrazione provvisoria del Tigrè, Abraham Belay, aggiungendo che alcuni elementi all’interno dell’ex partito di governo del Tigrè sono disposti a impegnarsi con il governo federale per un accordo. La dichiarazione giunge poco dopo che i membri dell’amministrazione provvisoria del Tigrè, nominati dal governo federale dopo la conquista di Macallè nel novembre scorso, sono fuggiti dalla capitale regionale chiedendo un cessate il fuoco per motivi umanitari in modo da poter fornire gli aiuti disperatamente necessari alla popolazione della regione, sull’orlo della carestia.

La riconquista di Macallè e delle principali città del Tigrè da parte del Tplf rappresenta un’importante svolta nel conflitto, dal momento che da giorni le truppe tigrine erano date in avanzata in diverse aree del Tigrè dopo aver lanciato una controffensiva contro le forze federali etiopi e quelle eritree loro alleate. In questo contesto ha sollevato preoccupazione la notizia di altri bombardamenti, questa volta sulla città tigrina di Yechila, che avrebbero distrutto la maggior parte degli edifici della località, dove risiedono circa 30 mila abitanti. Già la scorsa settimana fonti locali avevano riferito ad “Agenzia Nova” che le truppe tigrine avevano preso il controllo di alcune aree della città di Adigrat, nel Tigrè settentrionale, ma solo per un tempo “molto breve” prima dell’intervento delle truppe eritree che in seguito l’hanno riconquistata. Il governo etiope sta affrontando una crescente pressione internazionale per porre fine ai combattimenti ed evitare una carestia nella regione del Tigrè, teatro di un cruento conflitto dal novembre scorso. Sia l’Etiopia che l’Eritrea hanno per mesi negato la presenza di militari eritrei nel Tigrè, nonostante molteplici testimonianze oculari, fino a quando nel marzo scorso l’ammissione è arrivata da parte dello stesso premier etiope.



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