Etiopia: le forze dell’esercito federale riconquistano la città di Lalibela

Le chiese rupestri della città sono catalogate come Patrimonio dell’umanità delle Nazioni Unite

Lalibela

Le forze dell’esercito federale etiope ed alleato hanno riconquistato la città di Lalibela, nella regione settentrionale di Amhara, in mano dallo scorso agosto ai combattenti del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). Lo confermano fonti governative citate dal quotidiano “Addis Standard”, che ricordano che le chiese rupestri della città sono catalogate come Patrimonio dell’umanità delle Nazioni Unite. Considerato un luogo sacro per milioni di cristiani ortodossi etiopi, la città di Laliberla si trova nella zona del Wello settentrionale nella regione di Amhara, nel nord dell’Etiopia. La sua presa da parte dei combattenti tigrini si inseriva nella controffensiva lanciata a fine giugno scorso contro le forze federali etiopi ed alleate – fra queste quelle eritree – quando hanno ripreso la capitale tigrina Macallè e le principali città della regione settentrionale, mentre nelle ultime ore giungono notizie di diverse vittorie militari delle Forze di difesa nazionali etiopi (Endf), che insieme alle Forze speciali amhara e alla milizia amhara Fano hanno preso il controllo di Gashena, Arbit e molti altri luoghi del fronte di Gashena, al confine tra la regione di Amhara e quella del Tigrè. Il ministro delle Comunicazioni del governo, Legesse Tulu, ha dichiarato oggi che le forze federali hanno conseguito “una grande vittoria” negli ultimi giorni, da quando cioè hanno lanciato un’offensiva militare su tutti i fronti per respingere l’avanzata delle truppe del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) e i loro alleati dell’Esercito di liberazione oromo (Ola), requisendo anche grossi quantitativi di armi pesanti. Secondo il ministro, la cattura della città strategica di Gashena avrebbe contribuito a “respingere in breve tempo le forze nemiche da Lalibella, Woldiya e dintorni”. Sugli altri fronti del conflitto, il governo ha inoltre rivendicato la conquista delle città di Jamma Dogolo, Wore Illu, Genete, Finchoftu e Akasta sono state liberate dalle forze nemiche, sempre nella regione di Amhara, mentre sul fronte di Shewa le forze congiunte federali e amhara hanno catturato le città e i dintorni di Mezezo, Molale e Shewarobit.



Nei giorni scorsi l’esercito federale aveva annunciato di aver ripreso la città di Chifra, nella regione di Afar, conquistata il mese scorso dai tigrini che l’avevano conquistata con l’intenzione di bloccare l’accesso autostradale che collega Addis Abeba al porto di Gibuti, principale porto del Corno d’Africa e sbocco commerciale fondamentale per la capitale etiope. Il principale obiettivo delle forze del primo ministro etiope Abiy Ahmed è ora quello di riconquistare anche Dessie, mentre le forze del Tplf supportate dalle milizie del movimento di liberazione oromo (Ola) puntano su Debre Berhan, nel tentativo di liberare la strada verso la capitale. Nel frattempo, dopo i primi successi rivendicati dopo diversi mesi sul terreno di battaglia, ieri il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha invitato i combattenti del Tplf ad arrendersi alle forze federali e a deporre pacificamente le armi. “Abbiamo completato l’elaborazione di un piano per sterminare il nemico, il nemico è stato sconfitto”, ha dichiarato il premier nel corso di un’intervista televisiva citata dal quotidiano “Addis Standard”. Ahmed ha lasciato intendere che la vittoria, a suo dire, è solo una questione di tempo e si è rivolto ai combattenti tigrini, a suo avviso trascinati in un conflitto di cui non conoscono le reali motivazioni e ai quali ha chiesto di arrendersi il prima possibile alle forze governative. “La gioventù del Tigrè che è stata persuasa a prendere parte a questi combattimenti senza scopo e morendo in massa dovrebbe capire che la guerra è finita”, ha detto Ahmed. “Siamo pronti, l’esercito e la sua leadership sono pronti”, ha detto ancora il primo ministro, vincitore nel 2019 del premio Nobel per la Pace, promettendo di finire la guerra in breve tempo e con il minimo sacrificio.

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