Etiopia: offensiva tigrina, l’esercito richiama i riservisti

L'ambasciata Usa è "allarmata" per l'espansione del conflitto

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Le Forze di difesa nazionali etiopi (Endf) hanno ordinato all’ex personale militare di registrarsi ed unirsi all’esercito nazionale nella lotta contro le forze “terroristiche” del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). In una nota rilanciata dall’emittente statale “Fbc”, le Endf invitano gli ex membri delle forze armate “che hanno capacità fisiche tra cui salute generale, prontezza mentale, conoscenza ed esperienza” a registrarsi tra il 10 e il 24 novembre. Tra i requisiti generali elencati per la registrazione degli ex militari ci sono “il riconoscimento della Costituzione della Repubblica federale democratica d’Etiopia” e quello della “sovranità e dell’unità del popolo”. I riservisti sono inoltre tenuti ad essere estranei a qualsiasi partito politico e a non aver commesso reati sia penali che civili, oltre che ad avere “esperienze di leadership” militari o ad aver prestato servizio come addestratori in qualsiasi centro di addestramento militare.



La mossa giunge in un momento di estrema difficoltà per le forze federali che si trovano a fronteggiare un’offensiva sempre più pressante del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) e dei suoi alleati dell’Esercito di liberazione oromo (Ola) che, stando alle ultime informazioni (non confermate), avrebbero preso il controllo della città di Shewa Robit, situata a 220 chilometri della capitale Addis Abeba, e ora si starebbero dirigendo a Debre Birhan, a 130 chilometri dalla capitale: su quest’ultima informazione, tuttavia, le informazioni sono ancora contrastanti. Nel frattempo si continua a combattere lungo l’autostrada A2 nei pressi di Ataye, mentre diversi raid aerei dell’aviazione federale etiope sono stati segnalati a sud di Kemise, anche se non ci sono notizie su quanti danni abbiano causato.

L’ambasciata degli Stati Uniti si è detta “allarmata” dalle notizie di una ulteriore espansione del conflitto nelle regioni di Amhara e Afar, che non fa che prolungare la crisi umanitaria che sta affliggendo la popolazione etiope. “Tutte le parti devono avviare negoziati per il cessate il fuoco senza precondizioni”, si legge in un tweet dell’ambasciata.



 

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