Etiopia: oltre mille defezioni tra le milizie filogovernative

L'annuncio dell'Esercito di liberazione oromo (Ola), che è a soli 25 chilometri da Addis Abeba

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Un totale di 1.165 membri delle forze speciali dell’Oromia, alleate delle forze federali etiopi, hanno disertato in favore dell’Esercito di liberazione oromo (Ola), alleato del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). Lo ha annunciato su Twitter il portavoce dell’Ola, Odaa Tarbii. “Oggi 1.165 forze speciali dell’Oromia hanno disertato in favore dell’Ola, 400 delle quali si sono unite alle forze Ola nelle vicinanze di Laga Tafo (località situata circa 25 chilometri a nord-est di Addis Abeba).



Le nostre forze continuano a spingere da tutte le direzioni, siamo molto vicini a vedere la fine di questa dittatura oppressiva”, ha scritto il portavoce. Ieri lo stesso Tarbii, interpellato dai media locali su un possibile ingresso delle milizie tigrine e oromo nella capitale, aveva affermato che “se le cose continueranno seguendo la dinamica attuale, allora è questione di mesi, se non di settimane”, ricordando che i combattenti dell’Ola e del Tplf si sono “già uniti e sono in costante contatto”, e assicurando che la caduta del premier etiope Abiy Ahmed è “una conclusione scontata”.

Ieri i combattenti del Tplf hanno raggiunto la città di Kemise, situata 325 chilometri a nord di Addis Abeba, collegandosi ulteriormente con le unità dell’Esercito di liberazione oromo (Ola) presenti nella zona, e si stanno ora spingendo a sud e a est in direzione di Mille e Debre Birhan. Nel frattempo l’inviato degli Stati Uniti per il Corno d’Africa, Jeffrey Feltman, è arrivato ad Addis Abeba per sollecitare una soluzione pacifica della guerra nel nord dell’Etiopia. Nella capitale etiope Feltman è stato ricevuto dal presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat. Nel corso dei colloqui, come riferito dallo stesso Mahamat sul suo profilo Twitter, le due parti hanno avuto “uno scambio di opinioni sugli sviluppi in Etiopia e Sudan, compresi i nostri rispettivi sforzi con gli attori nazionali e regionali che lavorano per il dialogo e soluzioni politiche”. Feltman resterà nel Paese nelle giornate di oggi e domani per esortare “tutti gli etiopi a impegnarsi per la pace e la risoluzione dei problemi attraverso il dialogo”, ha affermato il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price, alla vigilia della visita. Il tutto mentre i capi di Stato e di governo dei Paesi membri della Comunità dell’Africa orientale (Eac) si riuniranno il prossimo 16 novembre per discutere degli ultimi sviluppi del conflitto in Etiopia, su invito del presidente ugandese Yoweri Museveni.



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