Etiopia: proteste anti-Usa davanti l’ambasciata statunitense ad Addis Abeba

Le contestazioni contro la presunta interferenza degli Usa nel conflitto in corso nel nord del Paese si sono intensificate nelle ultime settimane

etiopia

Sono in corso delle proteste davanti all’ambasciata degli Stati Uniti ad Addis Abeba, in Etiopia. Lo riporta la testata “Ethiopian News and Views” (Ecadf), con sede in Canada, che sul suo profilo Twitter pubblica un video in cui compaiono manifestanti che scandiscono lo slogan: “Giù le mani dall’Etiopia!” Le proteste contro la presunta interferenza degli Usa nel conflitto in corso nel nord del Paese si sono intensificate nelle ultime settimane: proteste di massa si sono tenute nella capitale Addis Abeba e in diverse altre città del mondo, tra cui Londra, Washington, Gerusalemme e diverse città del Canada con lo slogan “No More” contro quelle che vengono definite le “interferenze straniere” negli affari interni dell’Etiopia. I dimostranti hanno mostrato la loro solidarietà al governo etiope, impegnato in un conflitto sanguinoso contro i ribelli del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), per garantire l’unità e la sovranità dell’Etiopia. I manifestanti hanno scandito slogan contro le “pressioni indebite” degli Stati Uniti e di alcuni altri governi occidentali, oltre a denunciare le presunte false notizie trasmesse dai media internazionali e gli sforzi per rovesciare il governo democraticamente eletto dell’Etiopia. I manifestanti hanno inoltre esortato il governo degli Stati Uniti a riconsiderare la sua politica nei confronti dell’Etiopia definendo il Tplf – che il governo etiope ha designato come gruppo terroristico – una minaccia non solo per l’Etiopia ma anche per il Corno d’Africa e il continente nel suo insieme.



Già lo scorso 7 novembre decine di migliaia di etiopi avevano manifestato ad Addis Abeba a sostegno del primo ministro Abiy Ahmed, accusando gli Stati Uniti di essere dietro l’avanzata verso la capitale dei ribelli tigrini e oromo. I dimostranti si erano raccolti in piazza Meskel, nel centro della città, molti con la bandiera nazionale etiope. Il sostegno degli Stati Uniti ai ribelli è divenuto particolarmente evidente venerdì 5 novembre, quando a Washington è stato firmato un accordo per la formazione di un ampio fronte anti-governativo. L’intesa è stata siglata da nove gruppi: il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), l’Esercito di liberazione oromo (Ola), il Fronte dell’unità democratica rivoluzionaria afar, il Movimento democratico agaw, il Movimento di liberazione popolare di Benishangul, l’Esercito di liberazione del popolo di Gambella, il Movimento globale per i diritti e la giustizia kimant/ Partito democratico kimant, il Fronte di liberazione nazionale sidama e la Resistenza dello Stato somalo.

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