Etiopia: quattro militari condannati per omicidio e stupro nel Tigrè

Altri 28 sono andati a processo per l'omicidio di civili e 25 per atti di violenza

Tigrè-Etiopia

Tre militari etiopi sono stati condannati per stupro e uno per l’omicidio di un civile nella regione del Tigrè. Lo ha annunciato oggi in una nota il portavoce dell’ufficio del procuratore generale, Awol Sultan, aggiungendo che altri 28 militari sono andati a processo per l’omicidio di civili e 25 per atti di violenza sessuale e stupro. I pubblici ministeri militari e federali dell’Etiopia, si legge nella dichiarazione, stanno anche indagando su altri casi di presunti crimini, compresi quelli avvenuti nella città di Axum, dove a febbraio Amnesty International ha affermato che le truppe eritree vi hanno ucciso centinaia di civili fra il 28 e il 29 novembre scorsi e ha denunciato possibili crimini contro l’umanità.

“L’inchiesta indica che un totale di 110 civili sono stati uccisi in quella date dalle truppe eritree” ad Axum, di cui 40 sono stati uccisi in raid interni, si legge nel comunicato che contrasta nettamente con quanto affermato nelle scorse settimane dallo stesso ufficio, ovvero che la “grande maggioranza” delle vittime erano combattenti del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) senza uniforme. La dichiarazione di oggi, al contrario, sostiene che solo “alcuni di questi individui potrebbero essere stati combattenti irregolari”. I sospetti nell’indagine in corso su Axum saranno presto identificati, conclude il comunicato, senza fornire dettagli sul livello di cooperazione dell’esercito eritreo, le cui truppe sono accusate delle uccisioni.

Sia l’Etiopia che l’Eritrea hanno per mesi negato la presenza di militari eritrei nel Tigrè, nonostante molteplici testimonianze oculari, fino a quando nel marzo scorso l’ammissione è arrivata da parte del primo ministro Abiy Ahmed. Il governo dell’Etiopia è stato sottoposto a crescenti pressioni per dimostrare la propria responsabilità mentre le notizie sulle atrocità nel Tigrè si moltiplicano.

L’Unione europea ha sospeso i pagamenti del sostegno al bilancio a causa delle notizie di brutali stupri di gruppo, uccisioni di massa di civili e saccheggi diffusi commessi dalle forze etiope ed eritree, mentre il mese scorso il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha denunciato che le truppe eritree stanno commettendo violazioni dei diritti umani nel Tigrè e ha esortato il premier Ahmed a spingere per il loro ritiro. Il conflitto è scoppiato più di sei mesi fa tra il governo federale e il Tplf), il partito politico che in precedenza governava il Tigray. Alcuni giorni dopo l’inizio dei combattimenti, le forze della vicina regione dell’Amhara a sud e dell’Eritrea a nord hanno inviato truppe per sostenere i soldati etiopi.

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